Reparto di Gravidanza a rischio del Ruggi :un gemello nasce vivo con l’altro morto in utero da quattro mesi.

gennaio 27, 2016 0 Comments Salute 120 Views
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Dal reparto di “Gravidanza a rischio” giungono buone notizie che evidenziano la competenza e la professionalità esistente e ridanno speranza a tante mamme costrette a dover affrontare gravidanze difficili.
Da appena quindici giorni è nata, infatti, la piccola Emilia e la sua storia, a liete fine, merita di essere raccontata. La mamma della piccola è di Mercato Sanseverino, aveva avuto in precedenza quattro aborti di cui due gravidanze extrauterine oltre ad un intervento per peritonite. La nuova gravidanza, ottenuta da fecondazione assistita, procedeva bene, fin quando, alla 24esima settimana, è sopraggiunta un’amara verità: uno dei due gemelli era morto in utero.
Monitorata dal dottore Raffaele Petta, direttore del reparto di “Gravidanza a rischio”, la gravidanza ha portato alla nascita della piccola Emilia alla 38esima settimana, benchè il gemello fosse morto in utero da quattro mesi.
“La gestione di queste gravidanze” ha commentato il dr Petta, “è complessa in quanto prevede il management sia dell’aspetto squisitamente medico, poichè si possono avere gravi problemi per la mamma e per il feto sopravvissuto, che di quello psicologico, perché sapere di portare in grembo un figlio morto genera ovviamente uno stato psicologico particolarmente delicato nella mamma.
Inoltre ci ripromettiamo con il professore Giangennaro Coppola di studiare a distanza gli effetti psicologici del gemello sopravissuto che ha convissuto per tanto tempo in utero con il fratellino morto. Questo comunque non è l’unico caso che abbiamo trattato. Recentemente il Reparto di ”Gravidanza a rischio” del “Ruggi” ha gestito una gravidanza gemellare (monocoriale-monoamniotica), con due gemelli in un solo sacco ed una sola placenta, di cui uno affetto da una gravissima malformazione riscontrata alla 21esima settimana. I genitori, grazie alla collaborazione tra il Personale del “Ruggi” con il dottore Giorgio Colarieti e l’equipe del dottore Nicola Persico e la dottoressa Isabella Fabietti della Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano, oggi abbracciano tra le loro mani una bellissima bambina. Questo tipo di gravidanza si porta a termine intorno alla 32esima settimana, ma grazie al monitoraggio continuo della gravidanza si è potuto arrivare con un feto in condizioni ottimali alla 38esima settimana, riducendo al minimo la permanenza della bimba nel Reparto Terapia Intensiva Neonatale diretto dalla dottoressa Graziella Corbo.”

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