A Salerno San Giuseppe come tradizione detta.

marzo 19, 2017 0 Comments Gusto 583 Views
A Salerno San Giuseppe come tradizione detta.

Fritta o al forno, bontà pura-

In un mondo globalizzato e massificato per usi e costumi mi emoziona pensare che esista ancora un dolce tipico di origini Campane che segni in modo inequivocabile una Festa Comandata (o’ Cap’ tìmp):  la Zeppola di San Giuseppe.

Si pensa che l’origine sia da attribuire alle sapienti elaborazioni dei Monaci del convento di San Gregorio Armeno in Napoli e che in seguito divenne tradizione venderla ai passanti, agli angoli delle strade di Napoli, da friggitorie ambulanti in occasione della Festa di San Giuseppe e di buon auspicio per l’arrivo della Primavera.

In un banco pasticceria la sua presenza attira i nostri occhi e sollecita le papille gustative, sarà per i rivoli del succo di amarena che colano sull’abbondante crema pasticcera (o chantilly) o la forma di contorsione della pasta bignè seguita dalla crema, che potrebbero averle dato anche il nome che deriva dal greco “serpa” appunto per l’effetto che la pasta assume come un serpente che si contorce.

Esistono due varianti, quella di pasta fritta, che in tempi antichi veniva immersa nello strutto (sugna) e quella al forno, un pochino più leggera. Importantissimo usare ingredienti di primissima qualità ed è insostituibile usare l’Amarena di Vignola sciroppata, produzione Toschi o Fabbri che fanno la differenza. In abbinamento da bere uno spumante Moscato o per restare in zona, un Moscato Lambiccato tipico dell’entroterra Salernitano, sicuramente appropriato un liquore allo cherry.

Alcune Pasticcerie da segnalare per eccellenza; La Casa del Dolce a Montecorvino Rovella, Pasticceria Elia a Giffoni Valle Piana, Pasticceria Romolo a Salerno, Pasticceria Manila a Padula.

Michele Amato

 

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