Struttura del WWF distrutta a Mercato San Severino

agosto 22, 2016 0 Comments Ambiente 123 Views
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Incendiata la Biofattoria Didattica Acquarola

Immaginate la casetta nel bosco di Biancaneve, meta di visitatori, famiglie e bambini felici di fare un giro sui cavalli o consumare su tavoli di legno un pic-nic all’aria aperta, magari assaggiando prodotti locali biologici. Volontari del WWF avrebbero organizzato corsi di formazione con l’obiettivo di tutelare e promuovere l’ambiente, all’occasione liberando animali feriti e curati in loco oppure presso il Centro Recupero Animali Selvatici “Frullone” di Napoli.

Tutto era quasi pronto per l’inaugurazione grazie alla sinergia tra il Comune di Mercato San Severino, l’Università di Napoli Federico II, l’Ordine dei medici veterinari della provincia di Salerno e la benemerita struttura locale del WWF.

Questo sogno non potrà avverarsi perché poco tempo prima dell’apertura è stata letteralmente rasa al suolo la biofattoria Acquarola di Mercato San Severino, gestita appunto dal WWF. Ignoti hanno cosparso di benzina e dato alle fiamme nottetempo il centro visita e l’area di quarantena del Centro di Soccorso di Primo Livello per la cura degli animali selvatici da pochi mesi autorizzato dalla Regione Campania. Per fortuna l’incendio non ha raggiunto il bosco vicino grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco allertati dagli abitanti del circondario.
“E’ stato un gesto di una bassezza esagerata – ha detto Claudio d’Esposito presidente del WWF Terre del Tirreno – che ci lascia tutti rattristati. E’ un chiaro avvertimento dal sapore mafioso. Chiediamo che si faccia al più presto chiarezza. Alla politica e agli amministratori, invece, chiediamo più coraggio nella tutela di queste aree attraverso investimenti e scelte politiche precise e determinanti”.

“E’ l’ennesimo episodio che capita purtroppo in Campania, ha dichiarato Piernazario Antelmi delegato regionale della associazione ambientalista. Il dispiacere maggiore, oltre alla perdita delle strutture, è causato dall’impossibilità di aprire in tempi brevi il Centro di Soccorso per la fauna selvatica che sarebbe stato il primo nella nostra regione e l’unico affiancato al CRAS del Frullone. Stiamo comunque già lavorando insieme ai partner per individuare una nuova localizzazione della struttura andata in fumo e non ci fermeremo sicuramente”.
Ci asteniamo da qualsiasi commento, preferiamo far parlare l’immagine postata nell’articolo che, meglio delle parole, testimonia la bassezza raggiunta da individui senza futuro che sembrano non capire che la natura è un bene comune da preservare, per salvaguardare e arricchire la vita sul pianeta e sulle nostre terre.

Vincenzo Iommazzo

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