Piccoli animali, un mondo vicino da conoscere e rispettare

giugno 14, 2016 0 Comments Ambiente 137 Views
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Protezione degli animali, indice di civiltà

Se si parla di protezione della fauna, il pensiero corre subito alle associazioni che si occupano dei grandi animali. Di elefanti, rinoceronti, orsi, leoni, tigri, balene, se ne parla spesso sui media. Probabilmente, se esistessero ancora i dinosauri, sarebbero ogni sera argomento di accaniti talk show televisivi.

Poche volte, invece, fa notizia la cura o il recupero di piccoli animali, che pure ci circondano e sono una parte vitale dell’equilibrio naturale del pianeta. Per lo studio e la cura di questi si adoperano da molti anni organizzazioni composte da operatori animati da dedizione e passione esemplari. Svolgono un lavoro impegnativo delicato e oscuro, ma di grande efficacia per mantenere alta la bandiera della biodiversità e contribuire alla crescita culturale del paese.

Tra gli organismi che provvedono alla difesa del patrimonio faunistico e dell’ambiente, vogliamo citare l’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA), che vanta a Salerno un presidio di tutto rispetto condotto da esperti e volontari costantemente impegnati nella cura e nella gestione dell’ecosistema territoriale.

Si contano a decine i recuperi mensili, specialmente in primavera, di volatili feriti o bisognosi di aiuto.
Tra i recenti salvataggi effettuati, un tarabusino piuttosto raro dalle nostre parti, dal piumaggio elegante e variegato trovato affetto da una lesione al grande e appuntito becco arancione, una gazza, una poiana a Castel San Giorgio, un picchio verde a Maiori ed un pulcino di anatra finito in un canale di bonifica a Scafati.

Poiché può capitare a tutti di imbattersi in uccelli in difficoltà, ascoltiamo i consigli dell’Enpa: E’ importante saper riconoscere l’avifauna e cosa fare per aiutarla.
In molte specie di uccelli i giovani nidiacei abbandonano il nido quando ancora non sono completamente capaci di volare e di mangiare da soli. A un occhio inesperto sembrano in difficoltà perché si muovono in modo poco agile e tendono a volare meno. Non sono affatto abbandonati, i genitori tornano a nutrirli regolarmente e li seguono.

In linea di massima, se si vede un uccello a terra che però si muove e non si lascia prendere in mano, la regola è di lasciarlo stare, mettersi a una certa distanza e osservarlo. I genitori sono nei paraggi.
Catturare questi nidiacei perfettamente sani e metterli in gabbia, significa condannarli a morire di fame poiché sono quasi adulti, ma non mangiano da soli e non apriranno mai il becco per accettare il cibo da un essere umano.

Merli, passeri, cornacchie e rapaci notturni quali le civette sono alcune delle specie più comuni i cui neonati escono dal nido quando ancora non sono del tutto impiumati.

Invece rondoni e pipistrelli, se trovati a terra, sono sempre bisognosi di aiuto. In ogni caso, vanno raccolti gli esemplari in pericolo, tipo quelli caduti in strade trafficate.

Se si raccolgono pulcini feriti, è importante saperli riconoscere per fornire un adeguato primo soccorso. Identificare la specie e ciò di cui si nutrono, evitando latte e pappette a base di biscotti. Non improvvisarsi medici e contattare il Corpo Forestale dello Stato o le associazioni riconosciute.
Vanno messi in scatole proporzionali alla loro grandezza, non enormi. Precedentemente si fanno dei buchi sul fondo, ed è preferibile usare carta assorbente. La scatola va chiusa, al buio gli animali si tranquillizzano. Poi vanno trasportati ai centri abilitati.

In Campania la struttura idonea è il Centro Recupero Animali Selvatici – CRAS dell’ASL Na1 ubicata in via Marco Rocco di Torrepadula (ex Frullone tel. 081-2549980) attiva da otto anni, a cui riportano la Campania e le isole.
E’ necessario ricordare che la detenzione di fauna selvatica è reato.

L’invito per chi recupera fauna in difficoltà è quello di contattare l’Enpa di Salerno o le altre associazioni ambientaliste, insieme alle autorità competenti. Si può scrivere su Fb alla pagina Enpa Nucleo guardie Salerno o alla mail salerno@enpa.org.

Come dimenticare, infine, che L’Italia possiede, nel panorama europeo, un patrimonio di biodiversità tra i più significativi: la varietà di ambienti presenti, la posizione centro-mediterranea e la vicinanza con il continente africano, la presenza di grandi e piccole isole, la storia geografica, geologica e dell’uso del territorio hanno fatto sì che in Italia si verificassero le condizioni necessarie ad ospitare numeri consistenti di specie animali e avicole.

Sarebbe il caso che tutti ci mostrassimo consapevoli di questa ricchezza e collaborassimo per conoscerla meglio e tutelarne la conservazione per offrirla in eredità, rivalutata, alle generazioni successive.

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