L’albero di Natale, meglio se vero e a km. zero

dicembre 27, 2018 0 Comments Ambiente 352 Views
L’albero di Natale, meglio se vero e a km. zero
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E’ ecologico e fa bene all’ambiente- di Vincenzo Iommazzo-

Sulla questione degli alberi di Natale interviene uno studio dell’ISPRA, calcolando che il numero di questi, allestiti in occasione delle festività natalizie, aumenta anno dopo anno. Vero o artificiale che sia, l’albero di Natale trova spazio nell’88% delle case italiane, con 3,8 milioni di esemplari venduti nel 2017.

La maggioranza degli italiani (7 su 10) continua a preferire l’albero artificiale, nella convinzione che la scelta contribuisca a salvaguardare l’ambiente e a non devastare le foreste.In realtà, a parte quei pochi che derivano da interventi di sfoltimento di boschi troppo fitti, gli alberi di Natale che arrivano nelle nostre case non hanno mai visto un bosco: provengono infatti da vivai specializzati, concimati e trattati per anni con prodotti fitosanitari quali erbicidi, fungicidi, insetticidi…

Essi percorrono migliaia di chilometri da Danimarca, Germania, Finlandia, Ungheria, principali Paesi produttori di alberi di Natale in Europa, prima di arrivare nelle nostre case, aumentando l’impronta ecologica (o Carbon Footprint, ovvero la quantità di emissioni di gas ad effetto serra generata lungo il ciclo di vita del prodotto).

D’altronde, anche gran parte degli alberi di Natale artificiali sono spesso trasportati per lunghe distanze, anche da altri continenti, prima di arrivare nel negozio e poi a casa.

Le analisi finora svolte dicono che gli alberi veri hanno una impronta ecologica più bassa rispetto a quelli artificiali. Il problema è che questi ultimi sono generalmente fatti in plastica come PVC, notoriamente difficile se non impossibile da riciclare perché richiede attrezzature speciali, polietilene o altri derivati del petrolio, anche se sul mercato se ne trovano anche in fibra, addirittura di alluminio.  In termini di emissioni di gas-serra, per esempio, un albero artificiale di 2 metri ha un’impronta di carbonio equivalente a circa 40 kg di emissioni di gas serra, più del doppio di un albero reale usa e getta e addirittura più di 10 volte quella di un vero albero che viene riutilizzato per produrre energia o sostanza organica come fertilizzante di terreni.

Gli alberi veri, durante il periodo di crescita in vivaio, assorbono anidride carbonica dall’atmosfera, contribuendo a mitigare l’effetto serra. Quando questi alberi sono estirpati, sono generalmente sostituiti da altre giovani piante nello stesso vivaio, le quali continuano ad assorbire anidride carbonica dall’atmosfera.

In termini d’impronta ecologica la soluzione migliore è dunque quella di comprare un albero di Natale vero.  Meglio ancora se quell’albero è prodotto da un’azienda vivaistica locale (“a chilometro zero”, come si usa dire) e “bio”, ossia prodotto secondo il disciplinare dell’agricoltura biologica, che non fa ricorso a fertilizzanti chimici e pesticidi di sintesi.

Gli alberi di Natale sono comunque prodotti anche in Italia, soprattutto in Toscana nelle province di Arezzo e Pistoia e in Veneto, in più da qualche anno è immessa sul mercato una notevole quantità di alberi nostrani dotati di marchi di certificazione ambientale, tra cui il Forest Stewardship Council (FSC) e il Pan European Forest Certification (PEFC), organismi internazionali che garantiscono il rispetto di norme e prescrizioni di coltivazione sostenibili e tracciabili.

Cresce in popolarità, soprattutto nel Nord Europa, il riuso dell’albero di Natale vero con radici, in vaso o in zolla, negli anni successivi dopo essere stato trapiantato alla fine delle feste, in giardino o altrove. Per aumentare le probabilità che la pianta attecchisca e cresca, possono essere adottati piccoli accorgimenti come dare regolari annaffiature, tenere le piante lontane da sorgenti di calore, né più né meno delle cure generalmente riservate ad altri arbusti dello stesso tipo.

Come comportarsi, allora? Se si possiede già un albero artificiale, tenerlo e continuare a utilizzarlo, ma se inizia a mostrare segni di logoramento, optare per un albero vero, scegliendo una specie nativa, a chilometro zero, curarlo adeguatamente per mantenere la sua vitalità e usarlo per più anni come albero di Natale in vaso o trapiantarlo in giardino. Se si decide di disfarsi dell’albero, vero o artificiale che sia, fare in modo da mantenere l’impronta di carbonio verso il basso, assicurandosi che il rifiuto sia riutilizzato, per dare una seconda vita alla plastica o per produrre compost.

 

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