Ecoballe addio

giugno 1, 2016 0 Comments Ambiente 122 Views
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Una schiarita per il futuro della Campania

Quel neologismo inventato più di un decennio fa, a metà tra la drammatica esigenza di nascondere sotto un tappeto o telone che dir si voglia montagne di rifiuti e l’involontaria ironia del prefisso “eco”, ha iniziato la parabola discendente.

Ci vorrà il tempo di qualche anno, ma se tutto andrà per il verso giusto, le nostre piramidi scompariranno e al loro posto si potranno vedere e frequentare parchi pubblici, impianti sportivi e luoghi di aggregazione realizzati con la ricostruzione di cave dismesse in tutto il territorio regionale. Forse per la superficie di 130 ettari oggi ricoperta dai rifiuti compattati non si potranno ricreare del tutto le condizioni della Campania Felix, però la promessa della politica è quella di cancellare la Terra dei fuochi in favore della nascita di una nuova Terra dei fiori.

Circa mezzo miliardo di euro occorrerà per ridare dignità e normalità alla Campania, al Sud e, in ultima analisi, al nostro Paese.
I 5,6 milioni di ecoballe saranno in parte smaltiti all’ estero, in parte trasformati in combustibile negli Stir esistenti e il rimanente, come detto, per ricomporre morfologicamente le cave dismesse.

Sogno o realtà?

Le associazioni ambientaliste raccomandano prudenza. E’ soddisfatto con riserva Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania che dichiara: “Un segnale positivo necessario ma non sufficiente. Liberarsi dalle piramidi della vergogna è un atto atteso e richiesto da tempo dai cittadini di quel territorio e di tutta la Campania, che deve essere portato a termine con il massimo rigore, ma che non può cancellare decenni di immobilismo e di inefficienza politica bipartisan sul ciclo dei rifiuti in Campania.

La terra dei fuochi, che tutti vorrebbero cancellare, non può e non deve essere confusa con la rimozione delle ecoballe, benché queste ultime rappresentino il fallimento più evidente della politica di gestione dei rifiuti in Campania. Tuttavia le ecoballe sono solo la punta dell’iceberg. In tempi altrettanto celeri è imprescindibile mettere mano alla bonifica del territorio, contaminato da decenni di sversamenti e di roghi”.

E’ necessario, in questa operazione appena avviata, avere come stella polare la convinzione che l’obiettivo debba essere l’attuazione del ciclo integrato dei rifiuti contemporaneamente alla più grande bonifica ambientale della storia d’Italia.
Se può individuarsi un lato positivo pur nel dramma vissuto dalla nostra regione, è nell’alleanza sempre più stringente e consapevole tra ambientalisti e cittadini comuni pronti ad impegnarsi e a lottare per il diritto alla salute e ad un ambiente sano e pulito.

Sapremo più avanti se saremo riusciti veramente, come ci auguriamo, a voltare pagina e se i nostri figli e le generazioni future sentiranno parlare della Terra dei fuochi come di una sorta di drammatico scenario per una ormai remota fiction.

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