Eboli: dal 19 al 21 Maggio Festambiente Agricoltura di Legambiente

maggio 19, 2017 0 Comments Ambiente 551 Views
Eboli: dal 19 al 21 Maggio Festambiente Agricoltura di Legambiente
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Tre giornate di Agricoltura sostenibile-

 Il 12 gennaio 1798 il cilentano Don Vito Martucci concedeva  in fitto per sei anni la difesa detta dell’Improsta situata nel territorio di Eboli, per il prezzo di ducati mille e cento e rotola 30 di provole affumicate e rotola 30 di provoloni. Nel 1862 il Re d’Italia Vittorio Emanuele II, nel suo viaggio attraverso il Meridione, si fermò ad Eboli, trovando ristoro nella tenuta.

Due secoli dopo, nel 2003, dopo vari passaggi di proprietà, il complesso, dotato di antiche costruzioni di notevole pregio storico ed architettonico e completo dei beni patrimoniali connessi, è stato acquisito dalla regione Campania con l’obiettivo riuscito di farne un centro pilota di ricerca applicata, sperimentazione e servizi avanzati nel settore agroalimentare.

In questa storica azienda agricola dal 19 al 21 maggio si tiene Festambiente Agricoltura di Legambiente, festival di incontri, degustazioni, musica, visite guidate, area food, con un filo conduttore: “La Terra, come la vogliamo”.  Saranno ospitati centinaia di ragazzi e studenti, da coinvolgere, grazie anche alle peculiarità della struttura ospitante, in laboratori e visite interessanti e mirate.

Ci si riunisce per raccontare le realizzazioni virtuose di aziende del territorio che investono nella qualità fondata sull’enorme patrimonio d’identità e tradizioni, con la presentazione di buone pratiche di agricoltura biologica, sociale e della filiera corta, dedicate agli stili di vita sostenibile e all’esperienza degli orti urbani.

 La suggestiva cittadella scelta per raccontare l’Agricoltura che ci piace riunisce piccoli e medi agricoltori e produttori locali che hanno adottato pratiche ecosostenibili di coltivazione. Hanno consentito l’affermarsi dei mercati locali con la diversificazione e con progetti innovativi di filiera, sostenendo lo sviluppo di economie solidali.

Festambiente Agricoltura rappresenta una valida occasione per parlare di salute dei cittadini, di stili di vita in campo alimentare, di un nuovo modello agricolo libero dagli interessi delle multinazionali del cibo globalizzato e degli ogm. Viene portata all’attenzione un’agricoltura rispettosa degli ecosistemi, radicata nei territori per salvaguardare paesaggio e biodiversità nella Campania dei piccoli comuni, dei bio-distretti territoriali e delle aree protette.

Tanti gli ospiti presenti nella tre giorni: Stefano Ciafani, direttore Legambiente Onlus; Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania; Tino Iannuzzi, vicepresidente commissione Ambiente Camera dei deputati; Franco Alfieri, consigliere delegato all’Agricoltura Regione Campania; Fulvio Bonavitacola, vicepresidente Regione Campania; Stefano Pisani Presidente Città Slow International; Tommaso Pellegrino, Presidente Parco Nazionale del Cilento, Alburni e Vallo di Diano; Lucio Cavazzoni, Presidente Alce Nero. Il festival è anche musica: venerdi’ 19 maggio concerto di Francesco Di Bella con “Nuova Gianturco”, mentre sabato è previsto doppio appuntamento con Fanfara Station Ep-Funky Tomato e a seguire “Discoverland” di Roberto Angelini e Pier Cortese.

“Con Festambiente Agricoltura – dichiara Mariateresa Imparato, segreteria Legambiente Campania- vogliamo incontrare cittadini, agricoltori, aziende, associazioni di categoria per raccontare concretamente le potenzialità dell’agricoltura che necessita di essere sempre di più al centro del dibattito politico e istituzionale, rappresentando un dei motori trainanti dell’economia campana. Parlare di agricoltura significa parlare di tutela del territorio, educazione alimentare e al consumo, ma anche di salute e di economia circolare”.

 Don Vito Martucci può essere contento: duecento anni fa ha consegnato il suo bene in buone mani. Il maestoso palazzo dell’800 e l’antica “Bufalara” oggi addirittura luoghi simbolo del settore agricolo e delle sue potenzialità, testimoniano che l’impegno dell’uomo per ricavare dalla terra il sostentamento, non solo non si è attenuato, ma ha tenacemente migliorato la qualità dei prodotti della natura e della vita dei cittadini.

Vincenzo Iommazzo

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