Allerta antibracconaggio nel salernitano

novembre 8, 2017 0 Comments Ambiente
Allerta antibracconaggio nel salernitano

In azione WWF, ENPA e Forze dell’Ordine-di Vincenzo Iommazzo-

Nonostante l’aumentata sensibilità per la salvaguardia dell’ecosistema naturale, in Italia il bracconaggio è ancora una realtà preoccupante che forze dell’ordine coadiuvate da benemerite associazioni ambientaliste si battono per contrastare.

Bracconiere è chi spara a specie protette, chi caccia fuori tempo consentito o in aree con modalità e mezzi vietati, chi cattura illegalmente uccelli o altri animali protetti. Negli ultimi anni si è assistito a un vero e proprio boom dell’uso di richiami elettroacustici diventati sempre più sofisticati e miniaturizzati grazie al progresso tecnologico, anche se largamente proibiti.
A contrasto del fenomeno nei nostri territori, vanno segnalate operazioni antibracconaggio portate a termine negli ultimi trenta giorni. Una in particolare ha visto impegnate nell’agro del Comune di Eboli le Guardie Volontarie Venatorie del Wwf di Salerno che, insieme ai Carabinieri della stazione di Santa Cecilia, coordinate dal Maresciallo Grimaldi comandante della locale Stazione, hanno scoperto in località Foce Sele una postazione illegale per la cattura di avifauna protetta. L’impianto era composto da una rete per uccellagione con all’estremità una corda di circa 30 metri per l’attivazione a distanza. E’ stato individuato anche il nascondiglio da cui partiva un richiamo acustico elettromagnetico vietato riproducente i versi dell’avifauna da cattura. Nei pressi della rete sono poi state trovate otto gabbie con all’interno un verdone, un cardellino, un verzellino, e coppie di frosoni, fanelli e lucherini, utilizzati come richiami vivi. Alcuni uccellini erano stati imbragati con del filo di nylon e legati a fasci di cicoria.
Sul posto è stato trovato e sequestrato un autocarro cassonato, contenente al suo interno, ulteriori gabbie e attrezzature per l’attivazione di trappole di cattura.

Infine, su autorizzazione del Pm di turno presso la Procura di Salerno, tutti gli uccelli trovati sono stati liberati nel cortile della Chiesa di San Vito al Sele. Le guardie del Wwf intensificheranno i controlli nella provincia di Salerno al fine di debellare questa pratica non solo illegale, ma anche dannosa all’avifauna particolarmente in difficoltà quest’anno per gli incendi e la siccità dei mesi scorsi.

Analoga operazione è stata portata a termine a Serre dalle guardie dell’Ente Nazionale Protezionee Animali di Salerno assieme ai Carabinieri della stazione di Borgo Carillia, frazione di Altavilla Silentina, al comando dell’ormai noto maresciallo Vittorio Lorito. Numerose segnalazioni per uso di richiami illegali hanno immediatamente fatto scattare i controlli e l’identificazione dei numerosi cacciatori presenti nelle zone periferiche e lungo le strade principali di Serre.
Il passaggio di avifauna migratoria, poco presente a causa delle forti volate di vento, non aveva impedito a tre soggetti di cacciare con l’ausilio di un richiamo acustico impostato sul verso dell’allodola.
I tre sono stati intercettati dai militari dell’Arma e dalla Protezione Animali. Regolarmente identificati, si è scoperto che avevano già abbattuto un’allodola. I bracconieri sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria per reati connessi all’esercizio della caccia con mezzi vietati dall’art. 21 della Legge 157 del 1992.
Ai volontari dell’Enpa e alla squadra dei carabinieri va un doveroso plauso per la dedizione nella salvaguardia del popolo migratore.
Sono circa 10 le denunce fatte dall’inizio della stagione venatoria, ma i controlli da parte dei militari proseguono senza soste poiché il passo di fauna cacciabile sta attraversando le rotte salernitane per dirigersi a sud nei siti di svernamento.

«Si tratta di atti gravi, senza alcuna giustificazione – dice Dante Caserta, vice presidente del Wwf Italia -. Siamo di fronte a veri è propri crimini che puntualmente si ripetono e che richiedono risposte immediate nell’individuazione e nella giusta punizione dei responsabili. Ma è necessario fare di più: le pene previste per chi colpisce animali in pericolo sono estremamente miti e non hanno alcun effetto deterrente. In primo luogo chiediamo al Parlamento di mettere all’ordine del giorno e approvare nel più breve tempo possibile la proposta di legge, elaborata dal Wwf Italia, che riforma il sistema sanzionatorio penale per i casi di uccisione, catture illegali, commercio illecito di animali appartenenti a specie protette con l’introduzione del `Delitto di uccisione di specie protetta. Oggi chi commette questo tipo di atti rischia una sanzione che arriva al massimo all’arresto di 1 anno o l’ammenda di poche migliaia di euro nel caso più grave come l’uccisione di un esemplare di cui ne sono rimasti poche decine, come l’Orso bruno o l’Ibis eremita. Pene ridicole».

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