La sentinella della statale amalfitana

settembre 9, 2016 0 Comments Ambiente 179 Views
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Il panda salva un pino secolare

C’era una volta … un re? No, una contessa, proprietaria di un maestoso pino che si erge in Campania sulla statale 163 da oltre cento anni e che ha corso il rischio di sparire per sempre. Galeotto sarebbe stato il grande vaso posto alla base dell’albero e in parte incorporato nel terreno, erroneamente ritenuto danneggiato dalle radici del pino e quindi causa della richiesta di abbattimento della pianta.

Volete saperne di più?

La storia comincia con una diffida da parte dell’Anas e del Comune di Piano di Sorrento a eliminare il pericolo dovuto alle radici dell’albero che, crescendo, si ipotizzava avessero spaccato l’artistica anfora realizzata cinquanta anni fa in mattoni di cotto, ma restaurata frettolosamente più di recente con un cappotto di cemento.

Grazie al WWF locale si è potuto però dimostrare che la causa dei danni non era dovuta al pino bensì ad un’ultra decennale edera, soffocante l’anfora. Questa è risultata semplicemente appoggiata al tronco e dunque non poteva contenere le radici dell’albero regolarmente piantate nel terreno profondo.
Il lieto fine della storia è stato assicurato dal WWF Terre del Tirreno che ha accettato la richiesta della proprietaria di farsi carico del grande pino secolare con un atto notarile di donazione, al solo scopo di adottare tale monumento vegetale e salvaguardarlo per le future generazioni.

Nell’occasione il presidente dell’associazione ambientalista, Claudio D’Esposito, ha ribadito che non si discute la tutela della pubblica e privata incolumità dei cittadini, ma invita ancora una volta le istituzioni ad analizzare con cura le condizioni che possano giustificare gli abbattimenti delle piante, per non rischiare di privare il territorio di veri e propri beni ambientali e depauperare il paesaggio a colpi di cemento e perizie spesso frettolose.

Per una più completa informazione ai lettori, ci sembra il caso di riportare integralmente la nota inviata dal WWF alla proprietaria:
Premesso che
– l’esemplare arboreo in questione visibile da chiunque transiti sulla strada panoramica, con i suoi 15 metri di altezza, 316 cm di circonferenza e un’età di oltre 100 anni, costituisce senza ombra di dubbio un elemento indiscutibile del paesaggio e della geografia dei luoghi;
– esso fa parte di uno degli ultimi storici residui nuclei boschivi, scampati ai diversi incendi che hanno devastato la zona, costituito da un numero sparuto di esemplari di querce e pini per lo più secolari, che vegetano maestosi, assieme ad altre essenze della macchia mediterranea, in un sito strategico per le rotte migratorie dell’avifauna individuato come zona di valico montano assumendo, proprio per questo, un enorme valore naturalistico oltre che paesaggistico;
– da un’attenta analisi non sono emersi, a nostro avviso, elementi che facciano temere un rischio meccanico e/o strutturale di cedimento della pianta e nulla sembrerebbe giustificare l’eccessivo allarmismo e la richiesta di eliminazione del grosso albero;
– la pianta non appare malata mostrandosi, ad oggi, in buono stato vegetazionale e con chioma verde e rigogliosa.

Il WWF conclude dichiarando la piena disponibilità ad accettare in dono l’albero e la porzione di terreno sulla quale esso vegeta, al solo scopo di salvaguardarlo ed intraprendere tutte le cure del caso che vadano nella direzione della tutela dell’esemplare e dell’incolumità delle persone.

Vincenzo Iommazzo

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