Dal Secondo Circolo di Cava al Tecnico “Guglielmo Marconi”: intervista alla Preside Pasqua Cappiello. 

settembre 27, 2018 0 Comments Mondo scuola 376 Views
Dal Secondo Circolo di Cava al Tecnico “Guglielmo Marconi”: intervista alla Preside Pasqua Cappiello. 
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MondoScuola-di Claudia Izzo

Settembre, ricominciata la scuola, si assiste a passaggi di docenti e Presidi da una scuola all’ altra, cambiano i volti, cambiano gli indirizzi scolastici, cambiano gli ambienti. Ma in molti docenti resta quell’entusiasmo, seppur tra mille sacrifici, quella voglia di insegnare, di stare a contatto con i bambini, ragazzi, adulti di domani, o, per quanto riguarda i presidi, resta quella voglia di vivere appieno quel mondo chiamato “scuola”.

Dal Secondo Circolo di Cava dei Tirreni all’Istituto Superiore  Professionale e Tecnico “Guglielmo Marconi” di Torre Annunziata, questo il passaggio della Preside Pasqua Cappiello.

Un ventennio ad insegnare Storia e Filosofia in vari Licei, per ultimo il  Publio Virgilio Marone di Meta di Sorrento da lei stessa frequentato,  amante dello studio e dotata di  grande forza di volontà, Pasqua Cappiello, professoressa prima e preside poi, si racconta con  passione.

-L’incontro con la Preside si svolge tra i muri colorati del Secondo Circolo di Cava de’Tirreni, ampia struttura che racconta di bambini e della loro crescita nel modo del sapere. Donna forte e determinata la Cappiello illustra la realtà di questo circolo, con l’aria di chi tra i bambini delle scuole elementari è stata bene,  ha dato ed ha ricevuto tanto, tra innovazione, tradizione e tecnologia.

Preside, cosa succede al Secondo Circolo a Cava de’ Tirreni?

“Il secondo circolo quest’anno avrà un reggente come Preside,  poi si accorperà alla scuola media Giovanni XXIII, nel rispetto della normativa che prevede un accorpamento e verticalizzazione dei percorsi. Un sottodimensionamento per un calo demografico ed una mancata razionalizzazione,  dimensionamento territoriale; in sostanza troppe scuole associate ad un calo demografico”.

-Impegno e organizzazione sono i principi che hanno caratterizzato questo periodo come Preside a Cava. Obiettivi raggiunti?

“La digitalizzazione della didattica è la conquista di vero prestigio. La scuola vanta lavagne LIM, lavagne interattive multimediali, dispositivi elettronici di grandi dimensioni per la visualizzazione e l’interazione dei contenuti digitali, un connubio, dunque, tra la lavagna tradizionale e le opportunità del digitale e della multimedialità.  Somministrati i test ai genitori, questi hanno apprezzato enormemente. La realizzazione del tutto è stata possibile grazie ad un team di docenti tra cui Rosanna Grimaldi e Santa Lamberti che, insieme a tutti gli altri, hanno dato vita ad un gruppo propulsivo. In due anni, in questa scuola si sono avuti due PON, ognuno di una decina di progetti. E’ stato bello vedere come questi siano stati frequentati in maniera assidua dagli alunni, con partecipazione anche dei genitori, e per la prima volta anche dai bambini della Scuola dell’infanzia, con la scuola aperta anche il sabato. Avere la macchina per lo storytelling, l’arte del raccontare storie, diviene valore aggiunto per tutta la comunità scolastica. Tra tradizione e modernità, grazie ai fondi ministeriali, è un atelier creativo, i bambini così disegnano, creano per lo sviluppo logico. Importante è poi il teatro per la drammatizzazione; la scuola diviene un ambiente colorato e accogliente”

Da Cava a Torre Annunziata, quali buoni propositi?

“Vado in un contesto nuovo, con grandi disagi sociali ma con grandi potenzialità. E’ questa una struttura che vanta bravi docenti  e che somiglia molto ad un campus, vari edifici su un cortile comune, laboratori e vari indirizzi.”

Cosa augura ai piccoli alunni del Secondo Circolo che continueranno il loro percorso didattico?

“ Per questo anno scolastico appena iniziato e per il loro futuro, non posso che fare loro un grandissimo ” in bocca al lupo” con l’augurio di una splendida carriera scolastica per una crescita professionale e la realizzazione dei loro sogni. La scuola rimane uno dei pochi ascensori sociali dove deve essere il merito a contare, le capacità dell’allievo. Non bisogna cedere al qualunquismo dicendo che sono solo i raccomandati ad andare avanti. Dobbiamo inculcare fiducia nei nostri ragazzi, deve esserci quel senso di sfida, quel desiderio di  “self made”. La nostra vita è nelle nostre mani, ed  è una esperienza esaltante farcela. Provenendo da una famiglia umile, vado fiera degli obiettivi raggiunti. Oggi si tende a nascondere le proprie origini, credo invece che ricordando da dove veniamo, attraverso lo studio ed i sacrifici, dobbiamo realizzarci, inseguendo ogni giorno, un pò alla volta, i nostri sogni.”

 

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