Viva Napoli Viva: il titolo della prima puntata di Master of Photography su Sky Arte

maggio 30, 2018 0 Comments Il terzo occhio 297 Views
Viva Napoli Viva: il titolo della prima puntata di Master of Photography su Sky Arte
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Riparte dalla nostra regione l’appuntamento di Sky con il talent dedicato alla fotografia. In questa terza stagione Elisabeth Biondi, visual editor del New Yorker per 15 anni,  Mark Sealy, curatore e storico, affiancano Oliviero Toscani nel ruolo di giurati della competizione televisiva.

10 i fotografi, amatoriali e non, che proveranno a vincere (o anche solo ad imparare i trucchi del mestiere attraverso le prove che di volta in volta dovranno affrontare)  realizzando l’immagine più efficace per convincere la giuria, puntata dopo puntata, e sperare di arrivare in finale per vincere il premio di centomila euro.

Dunque quest’edizione del programma parte da Napoli e i giudici hanno chiesto ai partecipanti al talent un’immagine che raccontasse la città attraverso la danza, con la collaborazione della scuola di danza del Teatro San Carlo di Napoli. La danza come spunto e stimolo per non cadere nei soliti luoghi comuni evitando gli stereotipi di cui è intriso tutto l’immaginario che gira intorno al capoluogo campano.

Varie sono le riflessioni da fare su un’operazione del genere. Per quel che mi riguarda vedo di buon occhio il fatto che ci sia un programma televisivo che (anche se rivolto ad un target molto specifico e di nicchia) parli di fotografia. Una cosa da non sottovalutare in un epoca in cui tutti fotografano tutto.

In questa trasmissione dei professionisti provano a spiegare come guardarsi intorno e cosa guardare, ma soprattutto come veicolare quello che si vuole raccontare attraverso un singolo scatto. Cosa non facile, ma almeno ci provano, e questo è già molto interessante.

Altra riflessione la faccio da napoletano. La missione richiesta ai partecipanti sembra impossibile. Napoli, la città degli stereotipi e dei cliché, è la città che attrae da sempre (ma in questi ultimi anni molto di più) il turismo del folclore e del colore, quel turismo che vuole e cerca proprio quelle contraddizioni cha hanno reso (per me tristemente) famosa la città nel mondo. Evitare di restare imprigionati in quell’immaginario sembra quasi una mission impossible.

Infatti ho trovato molto interessante questo aspetto: vedere come persone di culture, provenienze ed età molto diverse tra loro hanno aggirato il problema e al tempo stesso affrontato una materia dai connotati così precisi e decisi. Alla fine devo ammettere che ci sono riusciti. I partecipanti, attraverso lo stimolo della danza, sono riusciti ad interpretare in maniera personale Napoli e tutto il suo immaginario.

In molti, so già, storceranno il naso di fronte al solito show televisivo. Personalmente non ho pregiudizi su nulla e mi sono avvicinato alla visione di questo programma in maniera disincantata e senza particolari aspettative. Ebbene vi suggerisco di vedere la puntata perché penso che sia stato fatto proprio un bel lavoro, nel quale l’immagine Napoli che viene fuori è insolita e nuova, e questo per me non ha prezzo.

Umberto Mancini

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