Master of Photography: è solo tv

maggio 3, 2017 0 Comments Il terzo occhio 331 Views
Master of Photography: è solo tv
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A fine maggio riparte il talent di Sky dedicato al mondo della fotografia. Stesso meccanismo della precedente edizione ma con nuovi giudici, ad eccezione di Oliviero Toscani, l’unico riconfermato.

Otto puntate durante le quali i partecipanti dovranno dare prova delle loro abilità seguendo un tema che sarà comunicato di volta in volta dalla produzione.

La prima edizione fu accompagnata da numerose polemiche “social”.  Gli utenti/commentatori della rete hanno speso molto inchiostro per esprimere il proprio dissenso nei confronti di una trasmissione che, secondo molti, non aiuta la fotografia, o più precisamente, quello che viene raccontato nel talent non fa bene al mondo della fotografia.

Mi permetto di dire la mia. L’anno scorso l’ho seguito ma non mi sono appassionato. Ero incuriosito da quello avrebbero potuto fare o dire i giudici e ho atteso a lungo qualcosa che potesse essere ulteriore stimolo per la mia fotografia e il mio punto di vista. Ovviamente non è successo perché, nella realtà dei fatti, io stavo assistendo ad un normale programma televisivo, con i suoi tempi, i suoi meccanismi e i suoi linguaggi. Una trasmissione televisiva nella quale la fotografia era solo un pretesto per mettere in piedi un spettacolo come un altro. Semmai un ulteriore, patetico, tentativo di trovare nuova linfa da irrorare in un format, il talent, che ormai mostra la corda da un bel pò di tempo. Tutto qui.

Sono assolutamente convinto che non si insegna a fare fotografia attraverso un mezzo così complesso come la televisione, nè tanto meno il meccanismo del talent può mettere in evidenza le qualità di un fotografo. Per cui non condivido i tanti commenti negativi nei confronti di questo programma. Non mi piace e non riesco proprio ad allinearmi ad esso. Va preso per quello che è: un programma tv.

Il vero problema resta il premio in denaro del vincitore, 150.000 euro, e di questi tempi non è roba da poco. Questo premio ovviamente giustifica la partecipazione di tanti aspiranti (chi non vorrebbe vincere un importante cifra economica?), ma è proprio questo aspetto che si scontra con la struttura del programma. Nell’edizione dello scorso anno il panorama dei partecipanti era piuttosto variegato, con i professionisti che si sono ritrovati al fianco di fotoamatori, tutto sullo stesso piano.  Non c’era un confine preciso fra le due categorie. Questo ha reso poco chiaro la finalità del progetto. Non si capiva se si cercava un talento tra chi non aveva esperienza  professionale e chi, invece, facendo già della fotografia la propria professione, cercava solo visibilità e affermazione. Non è mai stato chiaro se il “talento nascosto” che un programma del genere dovrebbe svelare andava cercato tra i fotoamatori, oppure tra i professionisti ai quali dare un’opportunità in più per affermarsi.

Era la prima edizione e quindi aveva molti punti controversi.

Staremo a vedere se questa nuova edizione smusserà le tante contraddizioni della prima, ma non dimentichiamo mai che stiamo parlando di TV, e quindi di spettacolo. Nulla di più.

Umberto Mancini

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