EMPREINTES, la Napoli di Ernest Pigneon-Ernest fino al 7 febbraio al Botanique di Brussel

gennaio 24, 2019 0 Comments Il terzo occhio 552 Views
EMPREINTES, la Napoli di Ernest Pigneon-Ernest fino al 7 febbraio al Botanique di Brussel
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È sempre fonte di orgoglio vedere la tua terra eletta a protagonista e fonte di ispirazione da un grande artista.

Ernest Pigneon-Ernest è fondamentalmente uno street artist anche se, nel suo caso, la definizione è decisamente riduttiva perché lui è prima di tutto un eccellente illustratore.

I suoi bellissimi disegni trovano vita non solo nel momento in cui vengono realizzati, ma soprattutto quando si moltiplicano con le riproduzioni che lui stesso realizza e vengono collocate nei contesti urbani più vari. Ovviamente l’artista, per preservarne la durata nel tempo, fotografa queste installazioni affinché resti traccia non solo del lavoro realizzato ma anche e soprattutto del proprio pensiero, che è stato il vero seme da cui è germogliata l’opera stessa.

In questa bella esposizione, fino al 7 febbraio 2019 al Botanique di Brussel, ampio spazio è dedicato al lavoro da lui fatto a Napoli con la sua opera “la Pietà di Pasolini” che sicuramente in tanti hanno visto a Napoli sulle mura della Chiesa di Santa Chiara o nelle vele di Scampia.

Quest’opera ricorda molto la Pietà di Michelangelo, ma il soggetto in questo caso è Pasolini, ed il corpo che porta fra le braccia è quello del proprio cadavere. Un’opera di grande impatto visivo con la quale Pigneon vuole ricordare la figura dell’intellettuale friulano, ma anche trasmettere il senso di disappunto di fronte ad una tragedia frutto di un pensiero retrogrado di una società non ancora matura e pronta, in quegli anni,  per accettare la diversità e dove esporsi diventava addirittura rischioso.

La riproduzione di un’opera, così come fa Pigneon,  che la “incolla” letteralmente su un muro è un gesto che l’osservatore occasionale può addirittura trovare abituale,  invece è un gesto forte e pieno di significato, non fosse per il fatto che rende fruibile il frutto della creatività artistica a chiunque, portandolo all’esterno dei luoghi deputati (come musei e gallerie),  e facendo in modo che la bellezza di cui è intriso non lasci nessuno indifferente e sproni anzi alla riflessione e al confronto. Non è roba da poco, diciamolo, visti i tempi che viviamo.

Ampia sezione di questa mostra è dedicata anche ad altre opere che  Ernest Pigneon-Ernest ha esposto in Francia, in America ed in tanti altri luoghi. Tutti lavori cupi, oscuri, che non lasciano trapelare molte speranze e al contempo testimoniano il suo disagio, e forse anche il suo dolore, verso la contemporaneità del proprio tempo.

L’esposizione è accompagnata da un interessantissimo documentario che racconta e spiega benissimo il lavoro di questo street artist, girato quasi del tutto fra Roma e Napoli e arricchito con numerosissime testimonianze di persone del posto.

 

Umberto Mancini

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