A Villa Pignatelli a Napoli la Fotografia è Donna.

aprile 13, 2017 0 Comments Il terzo occhio 373 Views
A Villa Pignatelli a Napoli la Fotografia è Donna.

Ancora pochi giorni (fino al 1 maggio) per poter visitare una bella mostra tutta dedicata all’universo femminile

“L’arte del femminile”, questo è il titolo della mostra, che espone 90 opere delle fotografe  Julia Margaret Cameron, Florence Henri e Francesca Woodman nella bellissima sede di Villa Pignatelli.

Tre donne, tre artiste, tre fotografe, tre epoche completamente diverse tra loro. Questo è il valore aggiunto della mostra. Tre donne che si raccontano e che raccontano il loro tempo usando come specchio della propria anima il mezzo fotografico.

Julia Margaret Cameron (1815), ritrattista, una donna all’avanguardia se pensiamo all’epoca in cui ha cominciato ad esprimersi. Nelle sue foto vediamo ritratti di donne sempre attente alla forma e all’eleganza. Donne dallo sguardo sempre inquieto e mai sereno.

Florence Henri, 1893, attraverso forme estetiche più moderne rispetto alla Cameron, racconta anche lei dell’universo femminile ma soprattutto cerca di esprimere l’inquietudine di esso in un periodo in cui le donne non potevano facilmente raccontarsi. Entra in contatto con le prime avanguardie artistiche europee e ne viene influenzata e trova in quel contesto il modo come raccontare quello che la circonda. Trova nella macchina fotografia lo strumento all’avanguardia che la aiuterà a definire il proprio percorso artistico.

Francesca Woodman, 1958, è tra le figure più influenti della fotografia contemporanea.

Per la prima volta una donna si racconta usando il proprio corpo senza timore di esibirlo,  e non solo per mostrarsi ma anche e soprattutto per raccontare le sue profonde inquietudini esistenziali. È stata la fotografa che per prima ha fatto dell’autoscatto un’opera d’arte. Ha usato la fotografia con lo scopo di esibire senza pudore il suo stato d’animo. Morì suicida a 22 anni.

Si intuisce dunque che l’allestimento altro non è che un confronto tra queste tre donne e il visitatore, tra queste tre artiste e lo spettatore, e naturalmente quest’ultimo non può prescindere dalla narrazione dei loro scatti. Narrazione che descrive cambiamenti sociali e profonde differenze di epoche nella quali sono state scattate  le immagini, am anche evoluzione tecnologica del mezzo  che passa dalle macchine rudimentali di fine 800 fino all’ esaltazione dell’autoscatto nelle immagini della Woodman, probabilmente la vera pioniera del “selfie”.

Umberto Mancini

 

 

 

 

 

 

 

 

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