9 Agosto 1930 : nasce Betty Boop primo sex symbol dell’animazione cinematografica

agosto 9, 2018 0 Comments Fumetto 157 Views
9 Agosto 1930 : nasce Betty Boop primo sex symbol dell’animazione cinematografica
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Un mito che continua a piacere- di Sergio Del Vecchio-

Il 9 Agosto 1930 esordisce Betty Boop, personaggio dell’animazione, ideato dalla matita dei fratelli Fleisher. E’ dal suo nome che deriva quello della famosa mina antiuomo tedesca  Schrapnellmine, soprannominata ” Bouncing Betty”, in uso durante la Seconda Guerra Mondiale.

 

Betty Boop viene considerata come una dei primi sex symbol dell’animazione cinematografica, incarna la tipica flapper, ragazza alla moda del periodo jazz, irriverente e mascolina, capelli neri rigorosamente corti, vestitino avvitato, spalle nude e giarrettiera a vista: è un mix di ironia e sensualità per un personaggio femminile senza eguali.

Prima di tutto Betty Boop compare, come cantante jazz, in un cartone bianco e nero di sei minuti ” Dizzy Dishes”, sotto forma di barboncina.  Poi con sembianze di donna le fu affiancato Koko il Clown, poi un cucciolo di cane, Bibo, infine un arzillo vecchietto. Incarna la storia  di una ragazza che scappa di casa ed affronta i pericoli della notte. Cantante jazz , poi, in un momento storico in cui questo genere musicale era appannaggio degli uomini.

 

I fratelli Fleisher per il profilo di Betty Boop si ispirarono alla cantante Helen Kane che, nel 1932 fece loro  causa a ed alla Paramount Publix Corporation per 250.000 dollari, “per aver sfruttato con una deliberata caricatura la sua immagine e la sua personalità”. Quello della Kane era proprio il modo di parlare e di cantare di Betty Boop, oltre all’aspetto. Fleischer si difese sostenendo che il suo era un personaggio di pura fantasia e la Kane perse la causa.

Oltre alla Kane, Betty Boop si ispira a Clara Bow, la star della Paramount, una sorta di Betty Boop reale, protagonista di 46 film muti e 11 film sonori, icona del cinema, una delle dive più famose degli anni ruggenti dell’età del jazz.

La censura ha poi ucciso l’ammiccante personaggio femminile. Nel 1934, infatti, il pubblico conservatore ed il Codice Hays relegarono la sexy Betty tra le pareti domestiche ad accudire animali. I suoi abiti succinti furono sostituiti da abiti castigati.

Nel tempo Betty Boop ha continuato ad appassionare il pubblico: famoso il suo cameo nel film ” Chi ha incastrato Roger Rabbit” (1988) di Robert Zemeckis; nel 1989  appare sulla copertina del primo album di Francesco Baccini e su quella di Ligabue nel 1990.

Il personaggio abbandonò gli schermi nel 1939. Una vita breve, ma intensa !

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