Quel primo giorno che emoziona anche se a scuola non vai più…

settembre 13, 2018 0 Comments Editoriale 231 Views
Quel primo giorno che emoziona anche se a scuola non vai più…
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Nostalgia- di Claudia Izzo-

“Davanti alla scuola, tanta gente/ 8,20 prima campana/ e spegni quella sigaretta/ E migliaia di gambe e  di occhiali di corsa sulle scale/Le otto e mezza tutti in piedi/ il Presidente , la croce e il professore che ti leggeva sempre la stessa storia/ nello stesso modo/ sullo stesso libro/ con le stesse parole/ da 40 anni che resta professore…” Così esordisce Antonello Venditti nella sua splendida eterna canzone “Compagni di scuola” dandoci una pennellata di tempi ormai andati, di emozioni e scorci di Liceo, quando nelle aule c’era il crocifisso sulla parete alle spalle della cattedra e ci si alzava in piedi quando entravano i professori, una scuola fatta di rispetto e di menti che crescevano tra ” assemblee, cineforum e dibattiti mai concessi allora e  fughe vigliacche davanti al cancello…primi vagiti di un ’68 ancora lungo da venire e troppo breve da dimenticare”…

In questi giorni in cui la scuola ricomincia, i ricordi volano  a quelle mattinate in cui la scuola ricominciava anche per noi quarantenni di oggi, tra entusiasmo, timori ed autentiche risate con gli amici. Era il tempo del Liceo, delle 15 versioni di Latino e 15 di Greco da svolgere durante l’estate per i ragazzi del corso A del Liceo De Sanctis, Liceo che vantava nomi illustri di docenti degni di nota e di ricordo.

Insegnavano lasciando il segno. Insegnavano a pensare. E forse non è un caso se il Professore di Filosofia “vide” il suo corteo funebre gremito di studenti che avevano fatto tardi la notte precedente per ideare il suo manifesto di addio con riferimenti a Kant ed al cielo stellato,  un modo per ringraziare un uomo di cultura oltre ogni livello, mentre ci fu chi volle dargli anche l’estremo saluto all’obitorio con una corsa in moto.

Per Antonello Venditti  tante  domande non hanno mai avuto una risposta chiara” chiedendosi se Dante era un uomo libero, un fallito o un servo di partito…” e per noi, quante domande hanno avuto una risposta? Immaginavamo fuori dalle mura del Liceo questo tipo di mondo?

Noi che quando uscivamo telefonavamo ai nostri compagni con i gettoni nelle cabine  e andavamo a citofonarli per vederci ed incontrarci…Che strano pensare all’attuale modo di comunicare,  dove il mondo virtuale sta spazzando via quello reale. Che tristezza tutti questi videogiochi, tutta questa tecnologia che avanza  prendendo il posto di pennelli e colori, di romanzi, di allenamenti in palestra, di spettacoli organizzati di pomeriggio a scuola, quando di rientri per laboratori teatrali, davvero non si parlava ancora. E la scuola si trasforma, si adegua a tempi troppo veloci, a ragazzi diversi, sicuramente più pigri che non sanno che questo è il loro tempo migliore. Ma lo scopriranno dopo.

E che dire di una generazione che sognava di viaggiare, mentre oggi fanatici musulmani cercano di intimidire tutti, giovani e non, con la loro follia sanguinaria in nome di un fantomatico Allah?

Intanto il Ministro Bussetti dice di non eccedere nell’assegno dei compiti a casa, eppure i ragazzi commettono errori di ortografia; si professa favorevole alla settimana corta…eppure forse i ragazzi dovrebbero studiare di più; introdurrebbe gli armadietti per alleggerire gli zaini, ma noi non dividevamo i libri con il compagno di banco?

E poi ritornano in mente gli amici di scuola…come conosci bene quelli non conosci nessuno. Li vedi nelle diverse situazioni, dentro e fuori dalle mura scolastiche. Su di loro avresti potuto fare scommesse, sapendo di vincerle.

C’è chi ha ingranato, chi ha cambiato rotta, chi si è fermato per cercare lavoro, chi è morto d’infarto nel momento migliore della sua carriera, chi non si è mai sposato, chi ha divorziato, chi convive, chi si è risposato, chi è morto di cancro. E chi ti ha deluso tremendamente. Ma primo e ultimo  giorno di Liceo,  restano indelebili nella mente come momenti storici del cammino che ognuno ha innanzi. Ed il bello inizia proprio in quelle mattinate in cui fai parte delle “migliaia di gambe e  di occhiali di corsa sulle scale”…

“Compagno di scuola, compagno di niente, ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?”…

 

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