Përmendorja e Purteles së Jinestrës: 1 Maggio 1947

maggio 1, 2017 0 Comments Editoriale 315 Views
Përmendorja e Purteles së Jinestrës: 1 Maggio 1947

A 70 anni dalla strage di Portella delle Ginestre

Portelle della Ginestre è il luogo in cui avveniva, il primo maggio, la Festa dei Lavoratori nella giornata che  celebra  la lotta combattuta per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori stessi.  E’qui, in provincia di Palermo, in questo luogo che, il 1 Maggio 1947, tra bandiere e musica si sarebbe dovuto festeggiare. Un giorno di gioia, insomma, da condividere con le famiglie dei lavoratori. La festa, invece,  sfociò nella strage, la banda di Salvatore Giuliano, il leggendario bandito di Montelepre, sparò sulla folla.

Undici i morti ed una trentina i feriti.

Ma qual è il movente dell’ eccidio ? Tra depistaggi e interrogativi irrisolti c’è da fare un passo indietro, nel dopoguerra criminale siciliano, in una Sicilia povera e disperata, terra di scontro tra i latifondisti disposti a tutto per non perdere i propri privilegi ed i contadini affamati, con  lo sbarco delle truppe americane nel ’43 sullo sfondo e la mafia pronta a difendere i propri profitti; giochi di potere tra contrabbandieri e latitanti.

Oggi, 1 Maggio,  noi ricordiamo le vittime di quella strage.

Përmendorja e Purteles së Jinestrës  è il memoriale di Portella della Ginestra  nella contrada omonima di Piana degli Albanesi. Si tratta di land art, arte della terra, del territorio. Il Memoriale è stato progettato e realizzato tra il 19791980 da Ettore De Conciliis,  pittore e scultore, con la collaborazione del pittore Rocco Falciano e dell’architetto Giorgio Stockel.  Qui si trova un muro a secco fiancheggiato da una tipica trazzera, per una lunghezza di circa 40 metri che taglia la terra, come una ferita, nella direzione degli spari. La terra sicula dedica loro un luogo della memoria. Nell’area di circa un chilometro quadrato, si innalzano grandi massi in pietra locale, alti da 2 a 6 metri. Uno di essi è il masso di Nicola Barbato, da dove il prestigioso dirigente Arbëreshë dei Fasci Siciliani dei Lavoratori era solito parlare alla sua gente. Altri figurano sinteticamente corpi, facce e forme di animali caduti. Ad essere stata colpita è stata una minoranza etno-linguistica, quella albanese , così, una nuova opera di Ettore De Conciliis  prevede un altro grande masso, sempre in pietra locale, con incisa una poesia in lingua albanese

Per non dimenticare.

Claudia Izzo

 

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