“Dal San Paolo è tutto”: addio al giornalista sportivo Luigi Necco

marzo 14, 2018 0 Comments Editoriale 262 Views
“Dal San Paolo è tutto”: addio al giornalista sportivo Luigi Necco
23Shares

Una vita tra sport e archeologia-di Claudia Izzo-

Oggi i funerali di Luigi Necco, morto ieri, alla soglia degli 84 anni all’ospedale Cardarelli,  saranno celebrati a Napoli presso la chiesa degli Artisti.

Ci sono giornalisti che hanno garbo, ironia, simpatia ed entrano nelle vite  di tutti perché comunicano senza invadere, senza imporsi. Piacciono e basta. E’ questo il caso di Luigi Necco, noto giornalista sportivo napoletano, telecronista e scrittore,  il volto della trasmissione sportiva, 90° minuto, in un momento storico in cui il Napoli celebrava il suo scudetto e Diego Armando Maradona.

Dal Corriere di Napoli alla Tv il passo è breve e qui ha dato vita a collegamenti, nell’ambito delle telecronache dagli stadi di Napoli ed Avellino, coniando espressioni che l’hanno reso celebre e simpatico al folto pubblico di tifosi come “Milano chiama, Napoli risponde”,  “Dal San Paolo è tutto”, mentre nel 1986, a Città del Messico, dopo un goal con la mano segnato all’ Inghilterra da  Maradona, disse  “La mano de Dios o la cabeza de Maradona”, La mano di Dio o la testa di Maradona, e Maradona gli rispose “Las dos”, Tutt’e due. Tante le  trasmissioni condotte, tra cui “Parlato semplice” , “Mi manda Raitre”, poi passa a Canale 5, dove cura le dirette dai campi di calcio per Buona Domenica, su Teleoggi Canale9 cura il programma televisivo “L’emigrante”, cronaca quotidiana di fatti e misfatti napoletani. Si è dato alla politica venendo eletto, nelle liste dei Democratici di Sinistra, consigliere comunale a Napoli nelle elezioni del 1997.

Siamo nell’ottobre 198o quando Necco,  parlerà nella trasmissione “90°minuto”del presidente dell’Avellino, Antonio Sibilia, che, con il calciatore brasiliano Juary si era recato ad una udienza del processo in cui era  imputato Raffaele Cutolo, capo della Nuova Camorra Organizzata. Sibilia aveva salutato con tre baci sulla guancia Cutolo e gli aveva consegnato, tramite Juary, una medaglia d’oro con dedica «A Raffaele Cutolo dall’Avellino Calcio». Sibilia giustificherà in seguito il suo gesto dicendo« Cutolo è un supertifoso dell’Avellino; il dono della medaglia non è una mia iniziativa, è una decisione adottata dal consiglio di amministrazione». E’ il  29 novembre 1981  quando tre uomini inviati dal luogotenente di Cutolo gambizzarono Necco in un ristorante di Avellino.

La passione per lo sport non era l’unica a vivere nell’animo del giornalista partenopeo, questa, infatti, doveva dividere il campo con quella  per l’Archeologia che ha portato Necco a realizzare e mettere in onda 360 documentari e servizi sull’archeologia nell’area Mediterranea, dalla Grecia alla Giordania, dall’Egitto all’Iraq, da Pompei alla Turchia. Inseguendo un sogno giovanile, si è dedicato alla ricerca del tesoro che Heinrich Schliemann aveva trovato a Troia nel 1873 e che ufficialmente i tedeschi davano per distrutto nei tremendi bombardamenti dello Zoo di Berlino del 1945. Ma Luigi Necco non si è fermato qui. Non ha creduto alle dichiarazioni ufficiali e si è dato a ricerche  in tutte le aree orientali dell’Europa riuscendo nell’intento, individuando i ladri e il nascondiglio del tesoro, che è stato finalmente esposto il 16 aprile 1996 nel Museo Puškin delle belle Arti di Mosca. Tutto ciò è nelle sue pagine pubblicate nel 1993 per Pironti Editore dal titolo “Giallo di Troia”. Nel 2014 vede la luce ” Operazione Teseo” sempre pubblicato da Pironti,  opera dedicata al pluridecorato eroe militare Siro Riccioni.

Ci mancherà Luigi Necco, espressione di un calcio che era in grado di unire e non  di dividere, ci mancherà la sua simpatia e la sua ironia;  il suo volto rassicurante era l’espressione di un’Italia che aveva ancora passioni e valori, sogni in cui credere, da realizzare.

About author

Related articles

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!

Leave a Reply