“Bologna non dimentica”

agosto 2, 2017 0 Comments Editoriale 141 Views
“Bologna non dimentica”

37 anni fa la strage-

Il suo corpo è stato l’unico a  non essere  mai stato ritrovato,  perché troppo vicino all’ordigno e per questo completamente disintegrato da quei 23 chilogrammi di esplosivo di fabbricazione militare,  ben posizionato in una valigia abbandonata, nella sala d’aspetto della seconda classe.

Quel corpo era di Maria Fresu, un donna di 24 anni,  con lei morì la sua bimba di soli tre anni, la vittima più giovane della strage di Bologna, una delle pagine più buie della storia del Dopoguerra italiano.

2 Agosto 1980, Bologna, snodo centrale nel periodo estivo, in quel periodo passato alla Storia come “Anni di piombo”. Sono le ore 10,25. Un boato e crolla un’ala della stazione, con i suoi trenta metri di pensilina, investendo il treno Ancona-Chiasso fermo al primo binario ed il parcheggio dei taxi.

85  i morti e oltre 200 i feriti.

Tra  varie rivendicazioni, sentenze e riaperture dei processi, esecutori dell’attentato, abbandonata la pista libica, risulteranno essere esponenti di formazione neofascista dei Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR). Una storia giudiziaria terribile fatta di : criminalità organizzata, servizi segreti deviati, ergastoli, assoluzioni dall’accusa di strage,  nuove sentenze ed infiniti depistaggi per celare la “strategia della tensione”.

Bologna  fu unita nel dolore in quel terribile 2 Agosto 1980, con autobus, taxi ed auto private tutte insieme a soccorrere l’ingente numero dei feriti. La linea di autobus 37 ed uno degli orologi del piazzale antistante  la stazione sono divenuti i simboli della strage. L”orologio, infatti si fermò alle 10,25, ora dello scoppio dell’ordigno a tempo. Fu riparato, ma la città di Bologna volle che fosse fermato sull’ora della strage. A giungere in elicottero fu Sandro Pertini, allora Presidente della Repubblica mentre fu Licio Gelli,  condannato per il depistaggio delle indagini, a dichiarare  che a causare l’esplosione fu un mozzicone di sigaretta, caduto, accidentalmente, su un esplosivo o in una caldaia.

Il 2 Agosto viene così considerata la Giornata in memoria di tutte le Stragi. Il cippo commemorativo nella stazione di Bologna continua a ricordare i nomi delle vittime del “terrorismo fascista”, anche se, per lungo tempo,  la dicitura “matrice fascista”, confermata dalla condanna del 1995, non è stata pronunciata  nella commemorazione ufficiale ed è da sottolineare che, nel trentennale , il 2 agosto 2010, nessun rappresentante del Governo ha presenziato alla commemorazione. Quest’anno  è stato l’anno della protesta, i familiari delle vittime, infatti, hanno lasciato l’aula del Comune, dove ogni anno si svolge la commemorazione, uscendo ancor prima che iniziasse il discorso del Ministro Galletti.

Velato riferimento alla strage è presente nel testo scritto da Fabrizio de Andrè con  Massimo Bubola, “Se ti tagliassero a pezzetti”, nell’album L’indiano (1981):” T’ho incrociata alla stazione / che inseguivi il tuo profumo / presa in trappola da un tailleur grigio fumo / i giornali in una mano e nell’altra il tuo destino / camminavi fianco a fianco al tuo assassino”. Nel romanzo “Il pendolo di Foucault”  Umberto Eco  parla a un certo punto di una valigia piena di esplosivo, abbandonata su un treno, in transito tra Bologna e Firenze. Uno dei racconti della raccolta “Bar sport duemila” di Stefano Benni si svolge nella stazione di Bologna, la mattina della strage,  terminando un istante prima dell’esplosione.

“Bologna non dimentica”, si legge sullo striscione che apre ogni anno il corteo che va dal Comune alla Stazione, non dimentica  i depistaggi,  gli intrighi politici,  la strategia del terrore e l’immenso dolore per tutte le vittime innocenti.

Ed il tempo si è fermato alle 10,25, come indica l’orologio.

Claudia Izzo

 

About author

Related articles

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!

Leave a Reply