Auguri, Arrigo Levi !

luglio 20, 2016 0 Comments Editoriale 189 Views
Auguri, Arrigo Levi !
0Shares

I 90 anni del giornalista, scrittore e conduttore televisivo-

Credo che non bisogni aspettare sempre che qualcosa di luttuoso debba capitare per ricordarsi di personaggi diventati protagonisti della cultura, delle scienze e dello scibile umano nella sua interezza.

E’ per questa mia convinzione che con piacere voglio ricordare il 17 luglio si è festeggiato il suo novantesimo genetliaco, timorosa, rispettosa ma nel contempo orgogliosa di essere sua connazionale, Arrigo Levi.
Gran signore del giornalismo, a lungo consigliere e Consulente personale dell’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano oltre che dell’Ex Presidente Carlo Azeglio Ciampi.

Uomo di fiducia, come si può notare, dei massimi vertici dello Stato.

Una delle più fulgide figure del dopoguerra italiano.

A lui oggi è andato l’augurio del mondo ebraico italiano e delle istituzioni per il suo 90° compleanno.
E’ un traguardo non da poco.

La sua vicenda personale, gli importanti traguardi che ha conseguiti nella professione giornalistica, anche televisivo, costituiscono un luminoso esempio per molte generazioni che a lui guardano come ad uno dei più fulgidi testimoni e narratori dello scorso e di questo secolo.

Un cittadino del mondo, con solide radici ebraiche, italiane e modenesi: così si descrive nella sua autobiografia non tralasciando di sottolineare che non era religioso.
Straordinaria testimonianza di vita vissuta che ha voluto condividere con l’intera società.
Un grande atto d’amore verso questo Paese e verso la sua comunità ebraica di cui dovremo essere opportunamente grati.
Nel corso dell’anno delle celebrazioni del centocinquatenario dell’Unità d’Italia e a cui partecipò come ospite d’onore l’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il nostro Arrigo Levi sottolineava che esiste un’Italia pacata, civile, che crede nelle Istituzioni, che continua a nutrire fiducia nel futuro, questa Italia che continua a guardare con serenità al Quirinale come simbolo concreto della ritrovata unità nazionale, repubblicana e antifascista.

Aveva visto giusto tant’è che oggi, 17 luglio, dal Quirinale, guidato dal successore di Napolitano, il Presidente Sergio Mattarella, ha avvertito il bisogno di far giungere al grande giornalista i più fervidi auguri per i suoi novant’anni rinnovandogli i sensi della sua stima personale, insieme all’ apprezzamento di tantissimi italiani..
La vita non gli ha risparmiato avversità e momenti difficili, come il trasferimento forzato in America Latina, insieme alla sua famiglia durante le persecuzioni razziali.

La volontà e la tenacia gli hanno consentito di contribuire alla ricostruzione del nostro Paese, al progresso della società, al consolidamento della libertà e della democrazia.
Come giornalista e scrittore si è affermato per equilibrio, serietà e anche come acuto osservatore della realtà internazionale.

Ma una cosa ci tengo a sottolineare: ha coltivato l’intelligenza del dubbio, senza mai rinunciare ad esprimere valori forti ed a volte apparentemente urticanti.

Ha cercato sempre il dialogo e il confronto anche quando sembrava arduo.

Una caratteristica riscontrata in una persona da me ben conosciuta.

Molti giovani giornalisti si sono formati grazie alla sua esperienza.

Numerosi italiani hanno, attraverso i suoi programmi televisivi, coltivato riflessione e curiosità, scoprendo la qualità di una informazione non superficiale.

Grazie, Arrigo Levi, per l’opera prestata al servizio della Repubblica, nell’istituzione quirinalizia, accanto ai presidenti Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano.

Lo ha fatto da italiano vero e serio, e senza il tormento che affligge tanti giornalisti nostrani: quello solo di apparire.
Lo ha fatto con spirito di Patria.
Nel suo studio al Quirinale Arrigo Levi sembra incarnare tutto il destino della minoranza ebraica in Italia.

Dalla piccola, gloriosa Comunità di Modena al mondo, dai primi passi nel mondo dei giornali al ruolo di direttore prestigioso e di interlocutore diretto dei grandi della terra, dall’esilio determinato dal fascismo e dalle leggi razziali all’autorevolezza di un consigliere ascoltato sul Colle per ben due settennati.
Proprio per questo vadano a lui in questo giorno speciale uno speciale augurio di proseguire, ancora per molto, il cammino iniziato tantissimi anni fa.

E chiudo questo mio articolo con una curiosità: sulla scrivania del suo studio al Quirinale aveva in bella mostra un bigliettino scritto a penna e con un numero: Ottomilacinquecentottanta.
Molti, nel vederlo, si chiedevano se non fosse il numero di matricola come quello impresso dai nazisti sulla viva carne dei deportati nei campi di sterminio.

Ma non era così perché Levi ebbe la fortuna di non esserci mai stato.

Si trattava, invece, semplicemente del numero dei Levi che si contano nelle Scritture.

A chi glielo chiedeva rispondeva: “Ho letto i Testi sacri e sono andato a verificare volendo sapere da quanti e da quali discendo”.
Auguri di cuore, Arrigo Levi.
.

Rosanna Palumbo

About author

Related articles

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!

Leave a Reply