9 maggio 1978

maggio 9, 2017 0 Comments Editoriale
9 maggio 1978

Per ricordare. Sempre.

Nel maggio 2007 il Parlamento Italiano approva un Disegno di Legge e “riconosce il 9 maggio anniversario dell’uccisone di Aldo Moro quale Giorno  della Memoria al fine di ricordare tutte le vittime del terrorismo interno ed internazionale e delle stragi di tale matrice”.

Maggio, il mese delle rose ma, per il Bel Paese, dunque,  il mese dei ricordi durissimi, fatti che hanno segnato per sempre la Storia. Esattamente 38 anni fa, infatti, negli “anni di piombo”, l’Italia  assiste attonita a violenza inaudita, proprio di matrice terroristica.

Il 9 maggio 1978 è la data del ritrovamento del corpo di Aldo Moro, Presidente della Democrazia Cristiana. Era il 16 marzo quando uomini appartenenti alle Brigate Rosse uccisero i cinque uomini della sua scorta . Nei libri di storia si parla del “Sequestro Moro”, sequestro che durò 55 giorni fin quando il  corpo non  fu trovato, il 9 maggio, nel baule di una Renault rosso a Roma, nei pressi di Piazza del Gesù, tra la sede della Democrazia Cristiana e Via delle Botteghe Oscure, sede del Partito Comunista.

E’ sempre il 9 maggio 1978 quando Peppino Impastato,  giovane giornalista e  attivista, candidato di Democrazia Proletaria, viene ucciso dalla mafia a Cinisi, dilaniato da una bomba sulla ferrovia Palermo-Trapani, non lontanissimo, in linea d’aria, dal luogo dove morirà il magistrato  Falcone e la sua scorta. Cento i passi che dividevano la casa di Peppino Impastato da quella del suo assassino. Il papà è imparentato con la mafia, suo zio è a capo della “cupola”. Ma Peppino non ci sta, è giovane ed ha sete di giustizia. Sarà la sua “Radio Aut” il mezzo attraverso il quale farà sentire la sua voce contro la mafia, i collusi. “Onda pazza” è il programma in cui prende di mira “Tano seduto”, don Tano alias Gaetano Baladamenti, capo della cosca mafiosa di Cinisi, condannato solo nel 2004 all’ergastolo.

Le storie si intrecciano, due uomini, due lotte, una contro il terrorismo, l’altra contro la mafia. Uomini per cui la verità aveva il suo valore …”Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi.” (Aldo Moro); uomini per cui il coraggio e la sete di giustizia sono stati valori imprescindibili…”Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce!Prima di non accorgerci più di niente”.(Peppino Impastato).

 

Claudia Izzo

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