Ricordati di non dimenticare.

gennaio 27, 2016 0 Comments Editoriale 90 Views
Ricordati di non dimenticare.

Il 27 gennaio 2016 si celebra il giorno della Memoria in sede internazionale in ricordo e commemorazione delle vittime della Shoah, a settantuno anni di distanza dall’abbattimento dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz e la conseguente liberazione del più grande campo di sterminio voluto dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.
Il 27 gennaio 1945 veniva infatti liberato dalle truppe sovietiche il campo di concentramento di Auschwitz, che per la memoria collettiva rappresenta il lugubre emblema dell’Olocausto.
Seppure con un ritardo di un decenni , la giornata è stata indetta dall’ Assemblea delle Nazioni Unite con una risoluzione che risale al 2005.
Tutto il mondo unito ha definitivamente fissato il momento del ricordo di una delle più terribili tragedie di cui l’Umanità sia stata nel contempo vittima e carnefice.
L’Italia, in anticipo rispetto all’unanime consenso internazionale, aveva già istituito la giornata della commemorazione promulgando una legge nel luglio del 2000 e precisamente con la legge n. 211 del 2° luglio. Tale giornata vedrà pertanto il ripetersi, in tutto il mondo, ed anche nel nostro Paese, di cerimonie, iniziative, incontri sull’argomento allo scopo di tenere vivo il ricordo nella coscienza collettiva delle atrocità subite da chi altra colpa non aveva che professare la religione dei propri padri o le tradizioni della propria etnia.
Questa legge vuol commemorare proprio e soprattutto la Shoah, il vano mostruoso tentativo dello sterminio del popolo ebraico.
Il fanatismo ideologico unito all’antisemitismo ha prodotto lo sterminio di massa.
Gli effetti devastanti di tale binomio hanno comportato la soppressione sistematica di milioni di individui, cancellati per sempre dalla faccia della terra inseguendo il delirante scopo di purificare una razza …
Tanto abominio si è verificato coinvolgendo, in una atroce macchina di morte, numerosi partecipi, il cui numero, insieme ai fortunati superstiti, si sta diradando per l’inevitabile corso del tempo.
Alla memoria deve sempre seguire il monito.
Il ricordo non deve essere fine a se stesso, a parte la giusta commozione per le tante, tantissime vite distrutte, deve essere sempre vivo e chiaro senza distinguo il monito contro tutti i fanatismi politici, ideologici e religiosi.
Occorre dimostrare sempre, con precise e concrete iniziative, che non si tollererà più per l’obbedienza cieca e disumana, l’intolleranza, il pregiudizio religioso e razziale.
Quanti stermini, seppure fortunatamente non delle stesse dimensioni della Shoah si sono verificati dal 1945 ad oggi, e quanti stermini si compiono ora nel mondo senza che si intervenga?
Bisogna, a questo punto essere pessimisti o reagire alle nuove ignominie che ci coinvolgono tutti, senza poter nemmeno trincerarci dietro l’ipocrita abusata scusante della mancanza di informazioni?
Io dico: reagire sempre con ogni mezzo riportando un antico ammonimento scritto a chiare lettere da un vecchio saggio ebreo che così recita: RICORDATI DI NON DIMENTICARE.
Ed io aggiungo un altro insegnamento, sempre ebraico, che ammonisce: “PERDONA IL TUO NEMICO MA SEGNATI IL SUO NOME”.

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