Ravello: al via la Decima Stagione Concertistica Orchestra Filarmonica Campana

novembre 5, 2018 0 Comments Cultura , Eventi 95 Views
Ravello: al via la Decima Stagione Concertistica Orchestra Filarmonica Campana
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Il Canto dell’innocenza in Britten, Puccini e Mozart
Per fare un’orchestra non basta mettere insieme dei bravi musicisti. L’orchestra è un organismo vivente, è un’alchimia misteriosa che si costruisce col lavoro di anni, è un conto che non torna, perché il tutto vale più della somma delle parti. Non a caso, in questo microcosmo di equilibri e relazioni, tanti intellettuali hanno voluto vedere un modello di società ideale. Ma anche senza scomodare parallelismi politico-filosofici, da sempre le orchestre custodiscono storie, leggende, aneddoti e curiosità capaci di affascinare il pubblico quasi quanto le esecuzioni. E, nel tempo, tra chi suona e chi ascolta si creano profondi legami affettivi.

Nasce da questa consapevolezza il Concerto Inaugurale della Decima Stagione Concertistica 2018-2019 “Legàmi” dell’Orchestra Filarmonica Campana che si terrà nell’Auditorium di Villa Rufolo, a Ravello. Un concerto commemorativo, dedicato alla memoria di Maria Teresa Merola, nel decimo anniversario della sua scomparsa, che prevede l’esecuzione della “Simple Symphony” di Benjamin Britten, l’elegia “Crisantemi” nella versione per orchestra d’archi e il “Divertimento” per archi in re maggiore KV 136 di Wolfgang Amadeus Mozart. Dirige il maestro Giulio Marazia. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Toccò a Edward Benjamin Britten, la cui fama si affermò rapidamente durante e dopo la guerra, di sbloccare la musica inglese dall’isolamento e dall’impersonalità. Il folklore fu uno degli elementi fondamentali che salvarono la nazione e gli antichi modi, abbinati alle ballate, di origine scozzese diventarono la parte predominante della cultura musicale. È proprio su queste orme folkloristiche che il compositore trae lo spunto per la Simple Symphony.
Crisantemi è un cameo meraviglioso di sei minuti circa scritto da Giacomo Puccini, che sulla morte danza e medita, e consola, con la leggerezza della scrittura quartettistica, accompagnandoci, certo, in alcuni momenti di tristezza, ma rivestendoli di melodia, di suoni delicati, di voci raccolte in un’atmosfera di ricordo commosso (per chi vuole, di preghiera) tenute insieme da un impasto strumentale che è senza ombra di dubbio una delle cose più commoventi dell’autore di Bohème e Tosca.
Il Divertimento K. 136 per soli archi di Mozart fu scritto tra gennaio e marzo del 1772 a Salisburgo e appartiene quindi alla produzione strumentale di un Mozart sedicenne, che assorbe e assimila esperienze e stili altrui, specialmente della scuola barocca e della sinfonia d’opera italiana. Si avverte la presenza di uno stile cameristico di solida fattura e di luminosa civiltà.

Redazione SalernoNews24.it

 

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