Con Pasquale Falcone al GFF inizia “la sfida” a Checco Zalone

luglio 20, 2016 0 Comments Cultura 79 Views

La difficoltà del produrre un film-

Provocazione allo stato puro, “sfida napoletana a Checco Zalone”, per una una commedia dal sapore partenopeo, un modo per esprimere lo stato attuale delle cose nell’ Italia della produzione dei film.

Stiamo parlando dell’ultima fatica cinematografica di Pasquale Falcone, “E se mi comprassi una sedia?”, di cui ha parlato, insieme a Gianni Ferreri, alla stampa ieri, nell’ambito della 46esima edizione del Giffoni Film Festival.

Il film parte proprio dal desiderio di voler fare un film. Alla domanda su quale sia la “sua” destinazione, tema del GFF 2016, Falcone risponde, sorridendo, “la visione del film”.

Due produttori cinematografici, i fratelli Tavani Brass, visto il successo ottenuto dai film di Checco Zalone, propongono ad uno sconosciuto cantante di realizzare un film per intercettare in qualche modo la scia del successo del “Checco nazionale”; questa la trama di un film pungente, che con vena realistica e grottesca va alla ricerca di nuove sperimentazioni per raccontare la difficoltà di realizzare un film, in Italia, tra produttori e Ministeri, fino al doversi rivolgere ai cinesi.

Tre le citazioni che invitano alla riflessione, una è tratta dal film di Luciano De Crescenzo “Così parlò Bellavista” con due protagonisti del film del 1984, Sergio Solli e Benedetto Casillo, di nuovo insieme sul set dopo 32 anni.
La seconda citazione è tratta da Miseria e Nobiltà , indimenticabile commedia teatrale di Eduardo Scarpetta, interpretata da Totò nel 1954 con la regia di Mario Mattoli.
La terza citazione è tratta da uno sketch di Massimo Troisi , per dare una connotazione di malinconia.

Si chiama in causa Checco Zalone e non si può fare a meno di averlo nel film. Per gentile concessione di La7, comparirà in modo indiretto con un’intervista rilasciata alla trasmissione “Niente di Personale”, condotta da Antonello Piroso. La sfida diviene un omaggio.

Divertente e divertito Pasquale Falcone, assicura che “sarà un film più libero di giocare con gli ingredienti del genere commedia, ma anche più vivo e meno scritto di altri, più attento allo stile che alle tematiche, ai volti. Libero, e alla ricerca di nuove sperimentazioni, incurante delle convenzioni che separano il documentario dalla finzione, l’approccio realistico da quello concettuale, l’osservazione dall’ interpretazione.”

Claudia Izzo

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