Il Giallo affascina Salerno

marzo 4, 2017 0 Comments Cultura 913 Views
Il Giallo affascina Salerno
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Primo “Premio Barliario” alla carriera allo scrittore Maurizio de Giovanni –

 La Sala del Museo Diocesano era gremita di gente, ieri, per il taglio del nastro de “ Le Notti di Barliario”, il tanto atteso SalerNoir Festival.

Piera Carlomagno, Presidente de “Il Porto delle Nebbie” ed ideatrice del Festival, ha sottolineato che la manifestazione vuole essere “un’occasione  per avvicinare le persone al Giallo, al Noir, ma è anche un modo per proporre Salerno come città turistica riscoprendo i suoi spazi urbani grazie alla creatività, al lavoro di squadra, di rete.” Per Renato Paravia, Presidente della Fondazione Copernico, partner della manifestazione insieme alla Fondazione Carisal, “è importante il coinvolgimento dei giovani  nell’evento, con il chiaro obiettivo di avvicinarli alla cultura del Giallo.” Le fondazioni Carisal e Copernico premieranno il migliore elaborato, tra quelli pervenuti, scritti dagli allievi del Liceo Classico De Sanctis e del Liceo Torquato Tasso di Salerno, che prevede ambientazioni salernitane”.

Massimiliano Amato ha presentato al pubblico l’ultimo libro di Valerio Varesi “ Il commissario  Soneri e la legge del Corano”  (Frassinelli),  ripercorrendo con l’autore le tappe significative della sua carriera. L’ultimo lavoro dell’autore di origine torinese, trapiantato a Parma, affonda la lama nei problemi della contemporaneità, soffermandosi sull’immigrazione. Questioni etniche e radicalismo religioso per indagare sulla realtà sociale attuale dove l’unica cosa che sembra accomunare tutto e tutti è l’odio. Tra solitudine e nebbia, il Giallo ci accompagna in un percorso interiore del protagonista. La nebbia,  costante che fa da sfondo nelle pagine di Varesi; “ è molto presente nella Pianura Padana, simboleggia l’incognita innanzi al delitto e poi, il non vedere stimola l’immaginazione, così si rendono visibili i mondi che sono al di là di questa cortina.” “Il noir è atmosfera” dice lo scrittore, che non indaga semplicemente sul delitto, ma sul motivo da cui esso scaturisce, “così la prospettiva cambia”. Per Varesi “ricostruire i fatti è un esplicito invito fatto al lettore affinché collabori.” Lo scrittore parmense di adozione, infine, inneggia alla creatività : “la creatività nasce a partire dalla parola; ai ragazzi legnosi e ossificati dalla quotidianità dico che bisogna creare, immaginare, fantasticare: è la creatività che genera l’invenzione.”

Dopo è stata la volta del nuovo libro di Romano De Marco, “L’uomo di casa”(Piemme Ed.), sempre presentato da Massimiliano Amato. Il thriller, “prologo dell’esplosione di una inquietudine, non  porta con sé l’indagine, né l’azione tipica del noir, ma è attraversato da una profonda inquietudine,” snodandosi tra omicidio, elaborazione del lutto, neonati rapiti, menzogne e realtà : il tutto servito su diversi piani temporali.  “I crimini avvengono fuori scena, sono già avvenuti, quello che mi interessa sono le conseguenze dei crimini su chi rimane, anche se, come ha affermato Steven King, è difficile spiegare il male perché fa parte di noi, siamo noi  a doverlo gestire”. De Marco passa dal noir al thriller e convince. “Il cuore di tutte le storie sono le donne,  ed io ho voluto sovvertire le regole,” dice l’autore. “La classica donna di casa diviene –l’uomo di casa-, vi è una donna al centro del romanzo. Per entrare nel personaggio femminile narrante ho chiesto consiglio ad un’amica, poi ad  un collettivo di lettura che si riunisce in provincia di Bologna. Qui, questo gruppo di signore ha letto il libro facendomi modificare particolari che una donna non avrebbe mai scelto, come le scarpe “ballerine bianche”, o mai fatto, come iniziare una nuova relazione poco tempo dopo essere stata colpita da un lutto.”

A chiudere gli incontri,  Maurizio De Giovanni,  presentato da Diego De Silva.Il gioco si fa duro per i Bastardi di Pizzofalcone,  c’è odore di pane e di crimine organizzato ne “Pane per i Bastardi di Pizzofalcone”,  ricco di passione e azione “in una Napoli cha ha più luci, mai monocromatica” come ha detto De Giovanni.  De Silva ha poi ricalcato i passi salienti della fiction TV “I Bastardi di Pizzofalcone” , andato in onda su Rai 1, con Alessandro Gassmann nei panni dell’ispettore Lojacono. Di qui il libro “I Bastardi di Pizzofalcone dal romanzo alla televisione”, un racconto fatto di immagini  A conclusione, lo scrittore napoletano ha ammaliato la platea, creando trasporto ed empatia  con il passo “Ciao amore, sono a casa”,  per cui “la morte è una stronzata…perché pure il nulla è bello se ci sei tu”…

A De Giovanni è poi stato conferito il primo “Premio Barliario”alla Carriera “per avere , con i suoi libri rilanciato in maniera originale il Giallo Italiano, proiettandolo con coraggio, passione e grande vena narratoria oltre i confini della letteratura di genere. Nella caratterizzazione dei personaggi, dal commissario Ricciardi ai Bastardi di Pizzofalcone il suo grande talento di narratore sensibile ed acuto si esalta. Spalancando da Napoli, città mondo e capitale del Mediterraneo, nuovi orizzonti al romanzo nazionale”.

Claudia Izzo

 

 

 

 

 

  

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