E’ dedicata a Giuseppe Bertolucci la II edizione di “Colloqui “

ottobre 26, 2016 0 Comments Cultura 198 Views
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Quattro giorni dedicati al maestro Bertolucci-

Dedicato al E’ l’antropologo Vincenzo Esposito dell’Università degli Studi di Salerno insieme al publisher Franco G. Forte ad aver ideato la seconda sessione dei “Colloqui”di Salerno.

L’edizione 2016 dei Colloqui, seconda sessione, è dedicata a “Giuseppe Bartolucci: la strategia dello sguardo/Bartolucci prima di Bartolucci”, un progetto di Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee all’interno delle attività Museo sul territorio, in collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno-Polo sul Contemporaneo, Casa del Contemporaneo-Centro di produzione teatrale e Edizioni Oèdipus. Giuseppe Bartolucci (Fratte Rosa, Pesaro, 1923 – Roma, 1996) fu critico teatrale nei primi anni Sessanta per “L’Avanti!”, sostenitore dell’avanguardia teatrale italiana, tra gli organizzatori e firmatari del Manifesto per un nuovo teatro nel 1967, autore di volumi fondamentali per la storia del teatro contemporaneo, co-direttore del Teatro Stabile di Torino, direttore del settore Scuola del Teatro di Roma, direttore della rassegna Nuove Tendenze che, dal 1973 al 1976, ospitò a Salerno i migliori esponenti del teatro internazionale della post-avanguardia, dal Living Theatre a Peter Brook, da Bob Wilson a Jérôme Savary.

Oggi, mercoledì 26 ottobre presso il Campus di Fisciano Facoltà di Lingue e Letterature straniere – Dipartimento di studi umanistici, biblioteca- l’attore, drammaturgo e regista Federico Tiezzi, ha illustrato i rapporti, le collaborazioni e le discussioni con il maestro Bartolucci che hanno influenzato la sua pratica scenica; Lorenzo Mango, docente di Storia del Teatro Moderno e Contemporaneo presso l’Università degli Studi L’Orientale di Napoli, approfondisce in pomeriggio, dalle ore 16,00, l’avanguardia teatrale del secondo Novecento con particolare riferimento alle teorie sceniche di Bartolucci.

Giovedì 27 e venerdì 28 ottobre, presso la Sala Pasolini, Lungomare Trieste, Salerno: La videoteca Giaccàri e le Avanguardie artistiche del Secondo Novecento, a cura di Giorgia Quadri. Saranno due giorni di proiezioni su spettacoli rari e spesso fondativi del fare artistico contemporaneo: i video, selezionati dalla giovane studiosa Giorgia Quadri, videomaker e curatrice presso il MUEL-Museo Elettronico internazionale di Varese sono patrimonio della più ricca videoteca artistica italiana, che prende il nome dal suo fondatore Luciano Giaccàri, uno dei padri delle video-arte, che, a partire dalla metà degli anni Sessanta, ha raccolto una preziosa documentazione di oltre mille titoli sull’arte contemporanea, da Allan Kaprow a John Cage, da Caroline Carlson a Odin Theatre. Giovedì 27 ottobre, ore 19:00: miscellanea di videoteatro (Living Theatre; Odin Theatre; Grand Magic Circus; Tadaeusz Kantor; Bread and Puppets; Richard Foreman; La Gaia Scienza; Magazzini; Marion D’Amburgo ed altri), preceduta da una selezione di video provenienti dal MUEL per la regia di Renato Pugina (Cult tv, RSI L1). Venerdì 28 ottobre, ore 19:00: Remondi Caporossi, Sacco, Nuove Tendenze, Salerno 1975; Meredith Monk, Small Scroll, 1977, CRT Milano

Giovedì 3 novembre, ore 17:00: Incontro, presso la Sala del Gonfalone del Palazzo di Città di Salerno (via Roma), con Gaia Bartolucci, Carlo Infante, Silvio Perrella. Le giornate di studio su Giuseppe Bartolucci termineranno con tre ospiti d’eccezione: Gaia Bartolucci, Carlo Infante, Silvio Perrella, introdotti da Francesco G. Forte, nel corso di un incontro moderato da Rino Mele al quale prenderanno parte anche Silvana Sinisi, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo; Vittorio Lucariello regista, organizzatore culturale e assistente di Bartolucci; Alfonso Amendola docente di Sociologia degli Audiovisivi Sperimentali; il critico teatrale Francesco Tozza; la regista M. Giustina Laurenzi; la giornalista Luciana Libero; Franco Coda, già promotore del Teatro A; Pino Grimaldi di edizioni 10/17. Un convegno per riscoprire un Bartolucci umanista, filologo, narratore, nelle carte ritrovate da Francesco G. Forte e nelle analisi testuali del saggista e scrittore Silvio Perrella, da sempre studioso della generazione di coloro che egli definisce “i nostri antenati”, dei quali fa parte Bartolucci. Carlo Infante, già critico teatrale militante, testimone attivo dei primi atti della postavanguardia e ora tra i più autorevoli esperti italiani di culture digitali, rilancerà il pensiero-azione di Bartolucci in rapporto alle nuove tecnologie e ai nuovi linguaggi con la definizione di performing media e con le progettualità d’innovazione territoriale di Urban Experience. E infine, la figlia Gaia Bartolucci introdurrà il progetto di un archivio – non solo documentale, ma punto di riferimento per studiosi e ricercatori sui temi dell’avanguardia e dell’innovazione culturale – che sta promuovendo nel nome del padre e che troverà sede nel suo paese natale, Fratte Rosa, nelle Marche pesaresi.

Antonietta Doria

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