Al Museo Città Creativa di Ogliara : “Ceramica : Forma – Materia- Colore”

maggio 21, 2016 0 Comments Cultura 162 Views
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Oggi alle 18,00 il vernissage della mostra curata dalla direttrice Taddeo.

Al Museo Città Creativa di Ogliara da oggi 21 maggio fino al 15 luglio sarà possibilire visitare la mostra di scultura “Ceramica :Forma-Materia-Colore degli artisti Ellen G. – Giuseppe Pirozzi – Clara Garesio., curata dalla direttrice del Museo Gabriella Taddeo e presentata da un testo critico di Clorinda Irace

«Non è Picasso il solo né il primo artista che si sia volto con emozione alla ceramica, cercando nella ceramica quello che la scultura non può dare e la pittura nemmeno, e ciò ci induce ad indagare il destino di questa arte nella quale forma-materia-colore sono una cosa sola», afferma Gio Ponti nel 1948 e, proprio con l’intenzione di stabilire un dialogo tra artisti protagonisti di modi differenti di interpretare la ceramica, nasce la mostra
curata da Gabriella Taddeo.

Ellen G. è architetto e conservatore di beni culturali. Affianca all’attività artistica l’insegnamento e la ricerca storico-artistica. I suoi media d’elezione sono il papier collé e la scultura in ceramica. I suoi lavori sono stati esposti in rassegne e mostre personali e acquisiti a musei e collezioni private. Ha realizzato, inoltre, interventi in spazi pubblici. Il suo nome d’arte deriva dall’assonanza con la radice linguistica greca «lg», da cui légo, “mettere insieme”, in quanto il legame relazionale rappresenta una costante nel suo lavoro, la cui modalità creativa si incentra, appunto, sulla ricerca di correlazioni tra elementi del vissuto e del pensiero, spesso desunti dal repertorio universale dell’arte, talaltra da quello naturale, iconico o simbolico. Franco Cipriano scrive che le sue opere «sono dei pensieri plastici, delle “immaginazioni” che attraversano il tempo, costruendo scenari di spazi di ibridata sospensione delle forme. L’immaginazione si fa percorso del fare e “incrocia” pluralità di forme in un inedito paesaggio transtemporale».

Torinese di nascita e faentina di formazione, Clara Garesio ha sempre condotto, attraverso una rigorosa disciplina “del fare”, una personale e appartata ricerca artistica nel campo della ceramica, dando forma e colore alla propria inesauribile e pura immaginazione, in una dimensione di assoluta libertà creativa, scevra da mode o condizionamenti di mercato. Ha conseguito prestigiosi riconoscimenti e prodotto pregevoli pezzi per raccolte private e pubbliche italiane ed estere (i suoi lavori si trovano, tra l’altro, al Palazzo dell’ONU di Ginevra, alla CEE di Bruxelles, al MIC di Faenza, al MIAAO di Torino e nei principali musei d’arte ceramica). Nel corso della sua carriera artistica, ha partecipato a mostre collettive e personali in Italia e all’estero e della sua attività si sono occupati, tra gli altri Enzo Biffi Gentili, Anty Pansera, Eduardo Alamaro. Antonella Ravagli scrive che la sua è una «poetica semplice e spontanea, che trova il suo principale “medium” nella vivace policromia. La tridimensionalità, ricavata principalmente dalla stratificazione di superfici, diventa spesso un espediente per dar vita a infinite combinazioni cromatiche, tanto da parlare di scultopitture. Il risultato sono brevi “poemetti visivi”, i cui “versi”, ricavati dal ritmato inseguirsi di forme e colori, danno vita ad un gioco di rimandi che si traduce in divertimento contagioso».

Giuseppe Pirozzi è scultore ed ha alle spalle una lunghissima carriera artistico-espositiva, risalente agli anni Cinquanta, accompagnata per molti anni dalla docenza all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Ha ottenuto importanti premi e riconoscimenti della critica, esposto in numerose mostre personali e prestato la propria opera, quale vincitore di concorsi nazionali, per interventi monumentali presso edifici e spazi pubblici. Nel 2000 stato è insignito del titolo di Accademico Scultore dell’Accademia Nazionale di San Luca. Dai primi anni Duemila ha affiancato alla produzione in bronzo, quella in terracotta, realizzando cicli di formelle, sculture a tutto tondo, altorilievi, come la Resilienza installata nel Comune di Atrani, e installazioni, come il Presepe Dono. Rino Mele ha scritto che «Le sue terrecotte sono il livello elementare di una sintassi necessaria, il drammatico passaggio dall’inorganico all’interpretazione che il fuoco costruisce di quella radice originaria, dove la terra somiglia alla carne e ha la bocca del desiderio. Rispetto ai suoi bronzi, esse mostrano ciò che quelli eludono, la realtà profonda alla quale non possiamo sottrarci e contro cui, alla fine, la forza del tempo riconduce».
L’incontro tra le forme architettoniche, metafisiche ed evocative delle plastiche in terracotta, ingobbiata a monocromo, di Ellen G., la materia argillosa primordiale, densa di accumulazioni visive, di frammenti della memoria, in bilico tra realtà e mito, di Giuseppe Pirozzi e le sorprendenti esplosioni cromatiche e pittorico-decorative, dalle quali prendono vita le invenzioni ceramiche di Clara Garesio offre l’occasione di uno sguardo trasversale attraverso uno spettro di possibilità creative pressoché infinito, quale quello offerto dalla disciplina ceramica, cogliendone le tensioni interne e le relazioni dialettiche tra espressione identitaria, valori culturali e pura immaginazione.

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