Villa Carrara a Salerno: una vecchia masseria di campagna

marzo 23, 2018 0 Comments Culturaurbana 1253 Views
Villa Carrara a Salerno: una vecchia masseria di campagna
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Culturaurbana-di Daniele Magliano-

Fino a poco meno di un secolo fa la parte orientale della città di Salerno si presentava ancora come un’amena area di campagna in cui casali sparsi e masserie circondati da terreni di coltura sorgevano in prossimità di piccoli torrenti che nacevano dalle vicine colline di Giovi. In questo ambiente si ergeva una bellisssima residenza di campagna denominata Villa Carrara, nel quartiere di Pastena, della famiglia dei conti Carrara originari di Montecorvino.

Eretta molto probabilmente nel XVIII secolo come residenza di campagna della famiglia Carrara, realizzata lungo la strada che conduceva all’antica località di caccia di Persano, essa era una delle numerose tenute di campagna di proprietà delle ricche famiglie poste sulla piana del salernitano. Circondata da ampie aree verdi costituite da orti e giardini, il suo parco si estendeva fino alla linea di costa. La struttura, a pianta rettangolare, fu realizzata in pietra e tufo di Faiano. Sottoposta a numerosi rifacimenti verso la fine dell’800, gli elementi che contraddistinguono la palazzina non danno la possibilità di caratterizzarla per uno stile unico, ma per un insieme di caratteristiche tipologiche. Ad esempio le finestre ad arco acuto sono in stile neogotico mentre gli archi lungo la facciata principale sono in stile romanico. Sulla strada principale, la facciata è costituita da un loggiato a due livelli e un portale, inglobato nel rifacimento neogotico che risulta, invece, essere originario ed è in piperno.

Una rappresentazione della zona di Pastena del 1915, realizzata in occasione del progetto per la distribuzione dell’acqua dell’Ausino nel territorio salernitano, voluto dalla Società italiana per Condotte d’acqua -Roma-, evidenzia una planimetria generale delle condutture di distribuzione e su tale trasposizione in scala scorgiamo il nome “Villa Carrara” in zona Pastena. In una ulteriore interessante planimetria (conduttura per Pastena-San Leonardo- Fuorni e Staglio) possiamo ammirare la Villa, asservita anch’essa dalla conduttura dell’Ausino, posta ad ovest del borgo di Pastena. La si vede, come dimora di campagna, anche da alcune foto dell’epoca; in una, in particolare, scattata lungo l’attuale Via Posidonia, si vede la villa-masseria e in fondo il piccolo borgo di Pastena.

Negli anni venti e trenta dello scorso secolo, furono poi elaborati tre piani urbanistici : il Donzelli Cavaccini, quello di Camillo Guerra e il Calza-Bini. Gli ultimi due furono presi da esempio, nel dopoguerra, per lo sviluppo ed ampliamento della città ad oriente. In una bozza di Piano Regolatore risalente agli anni ’20, precedente al Piano Guerra, si evidenza per la prima volta l’intenzione di ampliamento della città ad oriente del fiume Irno, dunque verso la piana di Pastena, con precisi tracciati viari e piazze. E in questa planimetria troviamo Villa Carrara rientrante in una griglia di strade con il giardino della stessa spezzato da un’arteria viaria parallela al mare. Non passano troppi anni, che nel dopoguerra, con il Piano Regolatore Generale (Scalpelli, Marconi, Marano) assistiamo ad un vero e proprio accaparramento delle zone verdi e la realizzazione di una vergognosa opera di cementificazione selvaggia che ha in parte ridotto anche la volumetria della Villa (fu abbattuta un’ala, che inglobava un ampio corridoio con arco a botte, per la realizzazione di Via VI Settembre) e la superficie del giardino.

 

Nel frattempo, dopo la morte dell’ultimo discendente Domenico Carrara avvenuta nel 1953, la struttura divenne sede del Sovrano ordine dei Cavalieri di Malta. Negli anni ’90 la proprietà iniziò ad essere gestita dal Comune di Salerno e furono recuperati sia la struttura che il giardino. Nell’immobile è presente anche un bar ed una biblioteca che si affaccia sul bel giardino comunale. Quest’ultimo risulta, allo stato attuale, un prezioso polmone verde, in un’area purtroppo devastata e mortificata dagli interessi della speculazione edilizia. L’area verde, inoltre, contiene svariate essenze arboree tra le quali una grande magnolia e due altissime araucarie piantate dai conti Domenico e Gustavo Carrara nel 1922.

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