La nascita dell’Orto Agrario a Salerno e la sua Casina

dicembre 2, 2017 0 Comments Culturaurbana
La nascita dell’Orto Agrario a Salerno e la sua Casina

Culturaurbana- di Daniele Magliano-

C’era una volta una città quasi sconosciuta ai suoi abitanti, la cui memoria storica agonizzava, mentre tutto pian piano spariva, cancellando persino i ricordi di quanti l’hanno vissuta negli anni del suo grande splendore architettonico. Era il tempo ( fine XIX secolo ) delle acque termali ( nei pressi del borgo Gelso ) di fiumi e torrenti limpidi, di conventi e chiese medioevali soprattutto nella sua parte alta, degli stabilimenti di acqua minerale, di un acquedotto medioevale immerso nel verde e ancora di ville e casali che circondavano l’urbanizzato più compatto.

Una strada, quasi di campagna, poi , collegava l’antica Porta Catena, nei pressi di Largo Plebiscito , alla strada dei Due principati passando per un ponticello che attraversava un torrente , all’epoca ancora scoperto ( il Riofestivo o Torrente Cernicchiara ) nei pressi del borgo Carmine Nuovo. L’arteria poi, non più di 60 anni fa, era ancora lambita da un vero e proprio polmone verde : l’Orto Agrario con la sua bellissima palazzina la cosiddetta “ Casina ”.

Più di due secoli fa, esattamente sotto Gioacchino Murat (1810), si volle istituire una “Società Agricola” per lo studio e la sperimentazione di nuove piante e soprattutto tecniche d’innovazione agricole per la promozione di nuove industrie collegate all’economia agricola. Come per Napoli, l’allora Principato Citra , attuale Provincia di Salerno, istituì una Reale Società Economica che necessitava già in quei primi anni di vita di uno spazio ( Orto Agrario ) per le varie sperimentazioni da farsi. E dopo innumerevoli tentativi di acquisto, finalmente nel 1839 venne acquisito un terreno ad est della città, fuori le mura, caratterizzato da un pendio degradante verso la strada, l’attuale Via Vernieri, nella parte bassa del vallone del Cernicchiara.

L’anno successivo, un membro della società, un certo Matteo Luciani (futuro importante Sindaco di Salerno) iniziò a pubblicare anche dati meteorologici dalla stessa area dell’Orto Agrario. Dalla Società si avviò, poi, la pubblicazione di un periodico “Il Picentino” in cui venivano divulgate tutte le novità e le evoluzioni tecniche in campo agricolo e industriale. Ma intanto, la sempre più pressante necessità di realizzare un immobile all’interno del quale si potesse istituire una “ Cattedra di Agricoltura” per la diffusione e la conoscenza più approfondita delle nuove tecniche agricole, portò il socio ordinario Arch. Giovanni Rosalba ad ottenere nel 1845 l’incarico di progettare la suddetta Casina da realizzarsi nella parte più alta dell’orto.

La costruzione dell’immobile comportò due appalti con la Ditta Avallone rallentando, purtroppo, la sua realizzazione, tanto che ancora nel 1855 il Consiglio Generale del Principato Citra elargiva ulteriori soldi, 1000 ducati circa, perché si concludessero i lavori. Molto interessanti risultano alcuni disegni e computi metrici allegati, risalenti al 1858 firmati dall’Arch. Rosalba – presenti nell’Archivio di Stato di Salerno – .

Essi costituiscono l’ornato dell’interno delle sale della Casina : con la lettera A abbiamo un esempio di base per n° 44 pilastretti da porre all’interno della grande sala e per le due minori, con la B si rappresenta il disegno di un corrispondente capitello per n° 44 capitelli , sempre da con la lettera C dei fregi, con la D si illustrano alcuni festoni da posizionare nella gran sala e in questo caso anche sul prospetto esterno sopra due nicchie, infine con le lettere E ed F s’indicano rispettivamente fregi per il prospetto esterno e fregi e cornici da apporre sempre nella grande sala. Da un documento legato alla conclusione dei lavori e al suo Computo Metrico datato 1857 si descrivono gli ambienti che caratterizzano la struttura come : il Vestibolo al suo ingresso, la Gran Sala per le riunioni generali, una Sala “degl’istrumenti agronomici”,un Gabinetto posto ad oriente e la scala a lumaca posta a occidente. Il 4 Ottobre 1859 viene finalmente inaugurato l’interno della struttura.

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