La Chiesa di Sant’Anna al Porto a Salerno

dicembre 29, 2018 0 Comments Culturaurbana 521 Views
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Come ogni anno a Natale, le chiese di Salerno s’impreziosiscono, ospitando al loro interno, il proprio presepe, una tradizone rispettata da secoli che è parte integrante della cultura locale. Quest’anno, per la prima volta, anche la chiesa di Sant’Anna al Porto ha allestito, nella parte settentrionale, il suo presepe, in un luogo appartenente al vecchio monastero, da anni chiuso al pubblico, caratterizzato da un susseguirsi di archi di tufo. E’ proprio sotto questi archi che si è ricreata la magia dell’ambiente presepiale, un’opera magnifica non solo per il contesto in cui si è realizzato, ma per la sapiente interpretazione della spazialità. Esso sembra invitare l’osservatore ad entrare regalandogli quasi la sensazione di farne parte, grazie alla sapiente cura dei minimi dettagli di case, strade, vicoli, del mare in lontananza e degli antichi mestieri dei pastori, in un susseguirsi di memorie e vita del passato che rinasce grazie al presepe. L’allestimemto è stato voluto e curato alla società “Tappeto Volante” specializzata nella realizzazione di eventi artistici. La mia visita al presepe di Sant’Anna è stata occasione anche per conoscere meglio questo luogo, un pò nascosco, ma di particolare bellezza artistica e architettonica. Incerta è la data di realizzazzione della chiesa dedicata alla Santa che è assai venerata a Salerno. Dal “regesto”, così denominato all’epoca, “Chartularium Ecclesiae Salernitanae” del XVI secolo essa è indicata nell’elenco delle chiese di Salerno nel 1503 dove è attestata l’esistenza, in loco, di un involucro sacro dedicato a Santa Maria di Porto Salvo, dei Padri Carmelitani Scalzi di Santa Teresa, collocata, dunque, extra moenia, fuori le mura occidentali del Capoluogo e ubicata vicino il monastero di San Giovanni dei Cavalieri Gierosolimitani di Malta. Sulla veduta di Salerno del monaco Agostiniano Angelo Rocca della fine del XVI secolo, scorgiamo, proprio ad occidente della città, in prossimità del torrente Fusandola, la chiesa di San Giovanni evidenziata su una legenda con il numero 28. In un’altra bella veduta a volo d’uccello, quella di Scipione Galiano “Salerno assediata dai francesi” del 1653, è evidenziato il convento dei Carmelitani Scalzi (Porto Salvo) in prossimità della chiesa di San Giovanni. Per volere dell’Arcivescovo Alvarez, nel 1682, si realizzò il monastero di Santa Maria di Porto Salvo affidato ai Padri Terenziani Scalzi. In un Atto del 1700 si descrive bene lo stato della chiesa e l’interesse di restaurala ed è proprio in quell’occasione che si decise di sottoporla ad una incisiva trasformazione. Si propose la modifica del luogo sacro secondo una spazialità barocca con una particolarità : la chiesa è ad aula centrale a pianta ottagonale con 7 cappelle laterali semicircolari. In Salerno esistono solo altri due esempi di chiese a pianta centrale ovvero quella del Monte dei Morti e la chiesa di San Filippo Neri. Con R.D. del 30 Dicembre 1807, il monastero venne soppresso e in parte occupato dalla Gendarmeria Reale, mentre la chiesa risulta completamente inglobata nella struttura. Nel 1849 i Terenziani concessero la vendita del suolo sacro alla Congrega di Sant’Anna e fu proprio in questa circostanza che s’ipotizzò un ulteriore restauro della chiesa. L’ingresso è caratterizzato da un elegante portale (malridotto) con, ai lati, la presenza di lesene con capitelli dorici al di sopra dei quali si presenta un grande frontone. Alla chiesa si accede attraverso un vestibolo, e all’interno delle cappelle laterali si posizionano 5 altari, su alcuni dei quali sono collocate le statue di Santa Caterina, del Redentore e della Madonna, mentre sull’altare maggiore è posizionato il busto ligneo di Sant’Anna databile al XVIII secolo. Interessanti le lunette decorate tra il 1888 e il 1890 dall’artista Gaetano D’Agostino con le storie di Sant’Anna e della Vergine, metre negli spicchi della cupola si alternano finestroni e affreschi che raffigurano i quattro Evangelisti, sempre opera del D’Agostino. Numerose sono le vedute del complesso di Sant’Anna al porto nel XIX secolo. Di esse voglio ricordarne alcune. Nel 1818 un viaggiatore di nome K.Craven rappresenta il complesso religioso, ancora in quel periodo completamente libero davanti via S. Lista che pone in ombra visiva la chiesa, verrà realizzata solo qualche decennio dopo. Sono in primo piano dei pioppi, sul retro il mare, il Monte San Liberatore in lontananza e sulla sinistra, ben dettagliata, la chiesa. Nella toponomastica, in prossimità dell’ex Caserma della Legione dei Crabinieri, è presente uno slargo dal nome Largo dei Pioppi propio in memoria di quegl’alberi posizionati vicino al mare. In una litografia francese del 1822 di Jean Baptiste Isabey, si descrive l’area con il suo piccolo molo, dei barconi e la chiesa sulla destra, in prossimità di essa si scorge la famosa fontana di “ Don Tullio”. Nello stesso anno una ulteriore rappresentazione dell’area di Jean-Jacques Champin, sempre una litografia dove si rappresenta l’arenile con le barche e in lontananza la chiesa di Sant’Anna e la fontana. Di particolare interesse è una foto risalente al 1852 circa di Firmin Eugène le Dien, attualmente al Getty Museum in California, e gentilmente concessami dalla dott.ssa Anna De Falco, pubblicatra per il gruppo facebook “Salerno ieri e oggi”. La foto è scattata da Via Roma ed evidenzia, quasi in primo piano, tutto il complesso di Sant’Anna al Porto, mentre, sulla sinistra, si vedono delle barche e la fontana di “Don Tullio” ancora rivolta verso nord.

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