La Bastiglia di Salerno, un luogo recuperato ma dimenticato

giugno 7, 2018 0 Comments Culturaurbana 1291 Views
La Bastiglia di Salerno, un luogo recuperato ma dimenticato
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Culturaurbana-di Daniele Magliano-

La città di Salerno è costellata di numerose strutture difensive risalenti a varie epoche, dall’alto medioevo al periodo del Viceregno Spagnolo. Esse sono presenti sia lungo la linea di costa che sui colli. Accanto, o al di sopra, del più importante e conosciuto Castello, detto impropriamente di Arechi, si erge la torre di guardia più comunemente è denominata “Bastiglia” .

Incerta è l’epoca della sua costruzione, molto probabilmente avvenuta sotto il dominio normanno. Ubicata su un colle posto a nord del Castello di Salerno, in posizione più elevata, aveva la funzione principale di avvistamento e di difesa. Essa era, dunque, una sorta di torre “semaforica” dalla quale si poteva segnalare al Castello qualsiasi movimento sospetto non visibile direttamente dall’altura del Monte Bonadies. Molte sono le rappresentazioni della torre nei secoli. La prima risale alla fine del XV secolo : interessante immagine ( quasi fiabesca ) dell’epoca aragonese presente in una miniatura della Cronaca del Ferraiolo conservata alla Pierpont Morgan Library di New York.

Un’altra rappresentazione della struttura difensiva la ritroviamo nella raccolta di immagini della città ( 1583-1584 ) frutto di un viaggio fatto dal monaco agostiniano Angelo Rocca, attualmente custodita nella Biblioteca Angelica di Roma. In essa si rappresenta molto bene la città di Salerno con i suoi palazzi, le sue chiese, i monasteri e il suo sistema difensivo nel quale di nota una torre munita di merli e indicata col numero 1 nominata Bastiglia.

 

Altra illustrazione della torre d’avvistamento è presente nella famosa immagine di Scipione Galiano della “ Salerno assediata dai francesi ” del 1653. È nominata, in questo caso, Bastea. Anche durante i secoli XVIII e XIX si hanno numerosissime rappresentazioni del sistema difensivo e dunque della Bastiglia nonostante, nell’800, la stessa risulta non sempre presente o comunque rappresentata in secondo piano rispetto al resto della città. Va ricordato , inoltre, il volume di viaggi nell’Italia meridionale del francese Richard de Saint Non, con un interessante e pittoresco disegno ( un acquaforte ) realizzato da Claue Louis Chatelet del 1753. In esso, sulla parte destra, si raffigura il Castello e s’intravede la Bastiglia. Altra rappresentazione realizzata nel 1856 da Eugenio Ciceri ( incisione su cartoncino ) presente nella raccolta “ Vues d’Italie”, si vede la parte alta di Salerno vista da ponente, con i suoi complessi conventuali, i ruderi del Castello e in lontananza la figura della torre di guardia molto sbiadita. Come detto in precedenza, la tipologia della torre, a sezione circolare, è tipica delle costruzioni normanne.

 

La struttura primordiale era a semplice forma cilindrica con quattro aperture a “croce” tipico proprio della fine dell’XI secolo. Si nota, inoltre, un ulteriore ringrosso murario, sempre cilindrico, posto sul lato Nord-Est aggiunto sicuramente in un’epoca successiva a quella normanna. Su quest’ultimo notiamo la presenza di  tre cannoniere risalenti al XVI secolo. Gli spazi interni si articolano su tre livelli, di cui il primo era utilizzato nel XVI secolo come cisterna. Alla torre si accede mediante una scala esterna, aggiunta durante l’intervento di recupero della torre effettuato tra la fine del XX secolo e l’inizio degli anni 2000. Si entra dunque nel primo ambiente con presenza di un forno circolare e della garitta. E’ presente, poi, una ulteriore scala interna allo spesso muro della torre che porta al piano superiore anch’esso di forma circolare dal quale , sempre attraverso una scala, si accede alla terrazza panoramica praticabile dove sono presenti le tre cannoniere. Davvero interessante è il recupero conservativo della struttura che ha voluto evidenziare la stratificazione dei diversi sistemi costruttivi presenti . Sono stati effettuati attenti interventi di consolidamento a protezione dei processi di degrado dei materiali, con conseguenziale aumento della resistenza rispetto i processi di alterazione . Gli stessi solai degli ambienti del primo e secondo livello, realizzati con l’intervento di consolidamento, rispecchiano le tecniche antiche di una volta (pavimento in battuto di calce e lapillo) e sono stati realizzati con travi in legno di castagno e presenti nelle stesse quote originarie.

All’interno della Bastiglia si notano delle sculture in ferro dell’artista Lorenzo Spirito, interessanti elementi d’arte contemporanea dal titolo “ Le nuove sentinelle ”. In realtà il recupero non si è focalizzato solo sul manufatto storico, ma su tutta l’area che lo circonda . E’ difatti un intervento paesaggistico rivolto alla riqualificazione di tutta l’area con un particolare percorso naturalistico caratterizzato dalla presenza di una rigogliosa macchia mediterranea, aree di ristoro, e cartelloni che spiegano dettagliatamente la flora e la fauna presenti in zona. Peccato che il tutto sia abbandonato!

Le aree di sosta e ristoro sono un ricettacolo d’immondizia, maltenute e non invogliano più a essere fruite come dovrebbero. Peccato, inoltre, che non si possa più entrare nella Bastiglia, tanto fotografata soprattutto da turisti stranieri attirati dal manufatto medioevale. La crisi, purtroppo, ha portato a tagliare proprio quei fondi necessari a mantenere in vita una memoria storica così importante. Resto fiducioso che, prima o poi, possa esserci una svolta e che tali luoghi ritornino a rivivere di nuovo. La storia di un territorio non può e non deve essere dimenticata!

Le fotografie sono a cura dell’Arch. Daniele Magliano

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