Gli ex opifici industriali: la loro storia e l’evoluzione in Europa

ottobre 10, 2017 0 Comments Culturaurbana
Gli ex opifici industriali: la loro storia e l’evoluzione in Europa

Culturaurbana –

di Daniele Magilano

 

Il processo di deindustrializzazione iniziato alla fine degli anni ’60 dello scorso secolo ha dato origine, in moltissime realtà urbane, a scenari paesaggistici non sempre decorosi e a situazioni di triste e impietoso degrado. Tale situazione iniziò a essere studiata e affrontata già più di 40 anni fa, allorquando , nel tentativo di riqualificazione delle aree industriali, si pensò di riutilizzare gli involucri delle fabbriche dismesse per ricreare in esse funzioni sociali plurime. Negli anni ’80, poi, gli stessi vennero riconosciuti, per la maggior parte, patrimonio culturale e industriale da conservare, recuperare , rispettare e far rivivere.

Allo stato attuale, esiste in Italia un numero cospicuo di realtà ex industriali che necesiterebbero di interventi urbani e soprattutto di un reintegro delle stesse nel tessuto antropizzato. Come nel resto d’Europa già anche nel nostro bel paese, esistono svariate realtà di questo genere : ex opifici industriali i cui volumi sono stati, in parte, recuperati ma anche valorizzati in virtù soprattutto del loro stesso valore storico-architettonico.

L’esempio forse più importante in Europa di riconversione di aree industriali dismesse è quello del bacino della Ruhr in Germania. A Dortmund, ad esempio, l’ex miniera di carbone Zollern è stata rinvertita in museo e centro culturale, così come a Oberhansen l’ex gasometro è stato trasformato in un grande centro espositivo immerso in una vasta area adibita a lunapark, zona ristoranti e bar. Ricordo ancora l’ex area industriale di Duisburg divenuta attualmente spazio culturale on teatri, negozi e ristoranti. In Italia interventi di riqualificazione di aree industriali dismesse sono ad esempio gli ex opifici Pirelli a Milano trasformati nell’attuale Università Bicocca, ma anche quella della ex Michelin, fabbriche del noto pneumatico dismesse alla fine degli anni ‘90, nella città di Trento, dove l’area è stata armoniosamente collegata con il centro storico del capoluogo, da un lato, e il fiume Adige, dall’altro . Si è realizzato un nuovo quartiere “ Le Albere” , firmato da Renzo Piano, costituito da edifici di 4-5 piani al massimo con viali alberati, un bel parco verde attrezzato e un museo “ il Muse ”, il tutto seguendo i dettami dell’architettura ecosostenibile. Forse l’unica pecca progettuale , in questo caso, è il completo abbattimento dei volumi industriali che ha quindi cancellato per sempre quella che poteva essere una sorta di memoria storico-industriale.

Le foto del centro residenziale “ Le Albere” sono state prelevate dal sito www.lealbere.it ; l’ex Gasometro di Oberhansen dal www.germany.travel/it/citta-e-cultura/citta/oberhausen ; l’Auditorium di  Duisburg da www.avvenire.it

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