Corte Isolani a Bologna: un cammino nella Storia

gennaio 21, 2018 0 Comments Culturaurbana 337 Views
Corte Isolani a Bologna: un cammino nella Storia

Culturaurbana- di Daniele Magliano-

Non ci sono appellativi migliori per definire in tre parole la città di Bologna : la Dotta, la Grassa e la Turrita.

Fondata dagli etruschi e primo centro dell’antica Università dell’Alma Mater Studiorum fin dal 1088, rinomata inoltre per le sue eccellenze enogastronomiche, accoglie nel suo nucleo più antico, numerose testimonianze del suo passato come le mura, i caratteristici portici, le torri e ancora tanti edifici di pregio architettonico.

Ma, accanto alle sue due famose torri e nei pressi di Piazza Maggiore ( familiarmente chiamata Piazza Grande ) e della maestosa chiesa di San Petronio (tra le 5 più grandi d’Italia) costruita alla fine del Medioevo, quasi si nasconde un luogo anch’esso pieno di storia, un percorso davvero affascinante e caratterizzato da interessanti elementi architettonici d’alto pregio : Corte isolani! Posizionata tra Strada Maggiore, che coincide con la Via Emilia ( così denominata perchè collega il centro della città con Porta Maggiore unita all’ultima cerchia di mura più esterna quella trecentesca ) e la storica e accogliente Piazza Santo Stefano, Corte Isolani sorge in prossimità del sacro Complesso Stefaniano detto anche delle Sette Chiese voluto dall’allora Vescovo Petronio ( V secolo d.c. ).

 

Sul lato della piazza Palazzo Isolani ( antico Palazzo Bolognini della metà del XIII secolo, rinnovato tra il 1451 e il 1455 su disegno dell’Architetto toscano Pagno di Lapo Portigiani ) riflette lo stile e la tradizione a metà strada tra gotico e rinascimentale di stampo toscano. Il portico è un susseguirsi di archi a tutto sesto sostenuti da capitelli corinzi, al di sopra dei quali sono presenti una serie di monofore con busti scultorei inseriti in medaglioni circolari.

 

Sul finire degli anni ’80 i proprietari dell’immobile, Gualtiero e Francesco Gavazza Isolani, con la collaborazione dell’Ingegnere Gian Luigi Bragadin, decisero di realizzare un collegamento tra Piazza Santo Stefano e Strada Maggiore. La gran parte dei locali era, allora, occupata da un vecchio laboratorio fotografico. Una volta liberati i luoghi dalle attività del laboratorio fotografico Villani, s’iniziò un processo di restauro e di riuso di tutto l’immobile. Grazie all’apporto progettuale dell’Architetto Marina Di Mottola Balestra nel 1989 iniziarono i lavori. Durante il cantiere vennero alla luce porticati, finestre, porte e altre preesistenze storiche, fino ad allora sconosciute, che in parte modificarono il primordiale progetto migliorandolo man mano che si procedeva senza troppe difficoltà, i lavori si conclusero nel 1994 grazie anche al beneplacito della Soprintendenza che non fermò mai i lavori.

 

Di particolare interesse è l’ingresso su lato Strada Maggiore, al centro della quale, si ergeva un tempo un setto in laterizio che sorreggeva un pilastro ligneo del piano superiore. Si è intervenuti sul setto demolendolo e ripristinando il suo originario assetto statico con la costruzione di un rinforzo in acciaio e la realizzazione di un puntone ligneo. Su strada Maggiore l’ingresso è caratterizzato da un portico, testimonianza dell’antica architettura romanico-gotica bolognese con le sue travi in legno di quercia che sostengono lo sporto del terzo piano dell’edificio.

Casa Isolani è un importante esempio di recupero del patrimonio architettonico e culturale della città. Ottima riqualificazione di un percorso, con i suoi saliscendi, che collega due aree della città nel rispetto della storia con i suoi passaggi coperti e le sue corti dove attualmente si affacciano ristoranti, bistrot, negozi, bar, gallerie d’arte, ricreando un luogo d’incontro o anche semplicemente di passaggio davvero molto suggestivo e piacevole. Un esempio, a mio modesto parere, valido e applicabile per il recupero di tutti i centri storici della Penisola, in particolar modo dei primordiali nuclei abitativi medievali del nostro meridione.

Fotografie a cura dell’Architetto Daniele Magliano-

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