La Commedia Divina

giugno 6, 2018 0 Comments Cronaca , La Commedia Divina 149 Views
La Commedia Divina
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LA COMMEDIA DIVINA

 

 

 

Ogni domenica mattina alle 11 al Museo Archeologico Provinciale di Salerno, in via San Benedetto28, la Fondazione di Poesia e Storia Exmachina propone la lettura critica di Rino Mele della Commedia di Dante.

Domenica 10 Giugno al Museo Archeologico la lettura critica del XIX canto.

Il canto XIX del Purgatorio è tra i più belli e originali del poema di Dante. Inizia con un sogno tanto più stupefacente in quanto Virgilio, che vede Dante addormentato, riesce – come su uno schermo – a vedere anche le immagini di quel sogno. Dante sta per passare dal quarto girone (degli accidiosi) al successivo (avari e prodighi) e l’oggetto del sogno è come una simbolica esemplare narrazione di come sia facile lasciarsi attrarre e perdersi nella suggestione seduttiva del peccato. Il sogno che Dante fa quando la notte sta per terminare (“innanzi a l’alba”) è inquietante e ambiguo: gli appare una donna deforme, storta sui piedi, senza mani, balbuziente: Guardandola, Dante ne trasforma l’infelicità fisica in armoniosa bellezza, quasi un’opera di naturale magia, dovuta alla forza immaginativa del poeta: ecco che la donna si anima, prende soavemente a cantare, il suo corpo si raddrizza, “e lo smarrito volto, com’amor vuol, così le colorava”. La misteriosa creatura diventata bellissima nella suggestione del desiderio, e inizia a cantare recuperando il racconto di una delle più note avventure di Ulisse: “Io son dolce sirena, che’ marinari in mezzo mar dismago”. È il momento più alto della fascinazione. Ma, a questo punto, quando lettori e protagonista sono senza fiato nella dolcezza della possibile perdizione, il momento seduttivo precipita: interviene una donna del cielo, protettrice di Dante, da identificare quasi certamente con Santa Lucia, che spinge Virgilio a rompere l’incantesimo. Quest’ultimo, rimproverato, straccia le vesti della donna ormai violentemente bella e ne vien fuori un corpo in decomposizione. Il canto avrà un momento di grande sospensione nella lettura iniziale che farà Bruna Alfieri del sogno antelucano di Dante: con la sua antica esperienza di attrice ci farà rivivere la metamorfosi della “femmina balba” in sirena.

(Rino Mele).

 

Immagine in alto: particolare del Giudizio Universale di Giotto
Immagine in basso: incisione di Alberto Martini


 

 

 

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