“Il Vino del Tuffatore”: trionfa l’azienda Maffini di Castellabate

novembre 23, 2015 0 Comments Cronaca , Cultura , Provincia 173 Views
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Tra archeologia e sapori si è conclusa la prima edizione della manifestazione “il Vino del Tuffatore- Archeologia e dieta mediterranea”, con il trionfo del Fiano dell’azienda Maffini di Castellabate. “Il Vino del Tuffatore” non è solo un riconoscimento, ma anche un marchio che l’azienda vincitrice potrà utilizzare sulle bottiglie rappresentando, così, gli scavi, il museo e Paestum, nel mondo.
Si è avuto un susseguirsi di tavole rotonde e degustazioni di vini e formaggi tipici nella Sala del Santuario e l’interessante visita al Museo del Parco Archeologico di Paestum, guidata dal direttore Gabriele Zuchtriegel, con centinaia di visitatori giunti per l’occasione. Per tutti i partecipanti, come sottolineato da Giuseppe Festa, direttore del Corso di Perfezionamento Univesitario in Wine Business dell’Università di Salerno, è arrivata una menzione speciale: ” La mia premessa è d’obbligo – ha detto – perché alla valutazione finale della giuria tutti i vini sono risultati eccellenti. Non a caso, ogni azienda ha avuto una menzione speciale.
A vincere questa prima edizione è stato il “Fiano kratos di Luigi Maffini che, secondo la giuria, portava insieme qualità organolettica, qualità intesa come versatilità nel campo della dieta mediterranea e qualità intesa come proiezione dell’immagine mediterranea”.
Tra le aziende vitivinicole che hanno preso parte all’ evento sono state insignite della menzione speciale, “Dieta Mediterranea” ed “Immagine mediterranea” : le “Native”, “Barone”, “Case bianche”, “Cuomo”, “Feudi di San Gregorio” , “Macellaro” e “Maffini”.
Visibilmente soddisfatto il direttore Gabriele Zuchtriegel: “E’ stata davvero una grande gioia- ha concluso- vedere il museo pieno di gente che è stata intenta ad unire gli interessi per l’archeologia alla medicina e l’enologia. Dal prossimo anno cercheremo di fare un ulteriore salto di qualità legando questo marchio e la promozione del nostro territorio ad un discorso internazionale”.

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