Il vademecum per salvarsi da Igor il Russo

giugno 5, 2017 0 Comments Attualità , Dall'Italia , Sedimenti 447 Views
Il vademecum per salvarsi da Igor il Russo

Da più di due mesi tiene in scacco le forze di sicurezza italiane

Igor, il serbo chiamato il Russo, è ancora a piede libero. La caccia all’uomo è incessante da quando il primo aprile ha ucciso un barista a Budrio, durante una rapina. Torna così alla mente il Rambo cinematografico, il reduce del Vietnam, declassato da eroe a sbandato, costretto a rifugiarsi nei boschi montani per sfuggire alla cattura dell’ignorante polizia locale. Per il momento, però, nessun Generale è venuto a salvare noi da Igor, lui è semplicemente scomparso e, in quest’epoca supertecnologica, fatta di satelliti e droni, appare davvero clamoroso che non si trovi una sola traccia dell’ex militare. Se davvero è un ex militare, perché sembra che Norbert Feher, alias Igor Vaclavic, abbia millantato un passato da soldato, e invece sarebbe solo un balordo serbo, accusato di triplice omicidio.

Ma per essere un malvivente qualunque ha ingegno da vendere, visto che tiene in scacco da mesi le forze di sicurezza italiane, e come una belva inferocita scappa in ogni dove, rendendosi irreperibile. Molte leggende sono nate in questi giorni, da chi lo ha visto e si è finto morto, a chi lo ha seguito, segnalato, rincorso. Tutte fandonie di chi vuol diventare a sua volta protagonista di una storia triste, che ha lasciato sul selciato dei morti innocenti, mentre un assassino si è vaporizzato. Eppure la figura di quest’uomo tanto crudele suscita uno strano sentimento ambivalente, e viene da sorridere a leggere il vademecum che da pochi giorni i Carabinieri hanno rilasciato alla popolazione residente tra Bologna e Ferrara: limitare al minimo gli spostamenti, non aprire a chi non si qualifica, non lasciare l’auto aperta e in caso si noti qualcosa di strano in casa, un prosciutto o una botte spariti, non toccare nulla e chiamare il 112, memorizzare più dettagli possibili e, senza rischiare, provare anche a filmarlo o fotografarlo;nel caso ci si ritrovasse di fronte a quest’uomo, mantenere la calma, assecondarlo senza guardarlo negli occhi e non fare movimenti improvvisi.

E ancora: qualora si venisse presi in ostaggio, occorre ricordarsi che l’obiettivo primario è rimanere in vita. Se ci sono bambini, chiedete a Igor di poterli portare in un’altra stanza, fate quello che vi dice senza contrariarlo e, appena possibile, avvisare le forze dell’ordine o chiedere comunque aiuto. Non è un caso, dunque, che tra i tanti soprannomi che l’assassino possiede vi è anche quello di Ezechiele, presumibilmente non con riferimento al Profeta, ma al lupo che spaventava i tre porcellini, che non hanno mai imparato il codice degli agenti di sicurezza che ora gli abitanti romagnoli devono imparare a memoria: in caso di sequestro, non uscire correndo verso gli agenti, sdraiatevi per terra con le mani sulla testa!

Eppure qui, in Italia, ha già scontato tre anni di prigione per furti, arrestato dopo essere stato preso a bastonate da due contadini di settant’anni. Igor aveva anche il decreto di espulsione, lui diceva che era russo, ma la Russia non lo riconobbe. Anche l’Uzbekistan fece spallucce alla richiesta, chi sarà mai costui? E siccome nessuno lo voleva, l’Italia lo ha rimesso in libertà: lui promise di superare il confine con le sue gambe e andare via, e noi gli abbiamo creduto, senza neanche indagare per scoprire che era in verità serbo. Così Igor torna nel suo casolare abbandonato e, con arco, frecce e un’ascia, continua a rapinare. Inseguito, si butta in un fiume, restando immerso con una cannuccia in bocca per respirare. Lo acciuffano, si becca cinque anni, ottiene uno sconto di pena e nel 2015 è di nuovo in giro. Sempre in Italia, ci mancherebbe altro. Però, intanto, si dota di armi più moderne, e sono tre i morti che si lascia alle spalle, sino alla rocambolesca fuga.

Sarebbe nato nel 1976 a Subotica, una storica città serba al confine con l’Ungheria, e viene il desiderio di sapere chi erano i genitori, cosa ha visto o subito nella sua vita, come fa a conoscere cinque lingue, a mimetizzarsi come un camaleonte, e ad essere uno spietato killer che suscita simpatia. Come solo i personaggi dei romanzi possono fare.

Giorgio Coppola

 

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