E San Gennaro ci ha pensato

settembre 19, 2018 0 Comments Attualità 195 Views
E San Gennaro ci ha pensato
7Shares

Tradizione e devozione- di Claudia Izzo

Ed anche quest’anno il sangue del Santo che protegge Napoli si è liquefatto. San Gennaro, infatti, ci ha pensato Lui. Si perché da queste parti , nella città della sirena Partenope, si è soliti dire “San Gennà, piensc Tu”, una invocazione, una preghiera.

Il sangue, contenuto in due ampolle fissate in una teca rotonda realizzata con una cornice d’argento e provvista di manico, è conservato nella cassaforte alle spalle dell’altare  della Cappella del Tesoro di San Gennaro nel Duomo di Napoli. Come la tradizione narra  è il sangue del Santo, raccolto dal Suo corpo dopo il  martirio. Fu una pia donna Eusebia ,a raccoglierlo e custodirlo il 19 settembre 305. Il rito della liquefazione si svolge il sabato precedente la prima domenica di maggio, il 19 settembre – giorno della ricorrenza di San Gennaro – e il 16 dicembre; ogni volta segue la stessa procedura. Secondo la religiosità popolare vi è  un altro fenomeno miracoloso legato al culto del santo  che avverrebbe nel santuario di san Gennaro alla Solfatara, a Pozzuoli. Qui è conservata una lastra marmorea su cui il Santo sarebbe stato  decapitato, per questo si sarebbe impregnata del suo sangue. Ancora oggi c’è chi sostiene che, in concomitanza con il miracolo più importante che avviene a Napoli, delle tracce rosse sulla pietra diventino di colore più intenso e trasudino. Tra persecuzioni dei cristiani subite, arresti per proselitismo, San Gennaro,  infatti, Vescovo di Benevento, fu portato a morire nell’anfiteatro di Pozzuoli per essere sbranato vivo, ma il Santo dopo aver benedetto gli animali feroci vide che questi  si inchinarono miracolosamente al suo cospetto, rifiutandosi di toccarlo. I giudici allora lo condannarono alla decapitazione.

Due sono le ampolle che contengono il sangue, una delle quali è semivuota perché il suo contenuto fu sottratto dal re Carlo di Borbone, che, divenuto Carlo di Borbone re di Spagna, lo portò con sé. Vi è poi una terza ampolla, conservata nel Complesso Monumentale Vincenziano, cui appartiene la Chiesa della Missione nel Borgo dei Vergini, contenente sempre il sangue del Santo. Durante la solenne cerimonia religiosa guidata dall’arcivescovo di Napoli  si assiste a movimenti bruschi, dettati dalla tradizione, che l’Arcivescovo stesso  effettua rovesciando l’ampolla più volte, sotto l’attento sguardo dei fedeli che affollano il Duomo. Con una solenne cerimonia religiosa, anche quest’anno Napoli ha avuto il suo miracolo, il sangue si è liquefatto e la liquefazione del tessuto biologico durante la cerimonia è ritenuta foriera di buoni auspici per la città.

Anche se la venerazione popolare dello scioglimento è consentita ma non  riconosciuta, anche se si parla di “tissotropia”, non c’è 19 settembre che Napoli tutta, stretta in un abbraccio, non attenda il miracolo del Suo Santo.

About author

Related articles

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!

Leave a Reply